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rifiuti e polemiche

Differenziata, in 1200 non hanno preso il kit

GROSSETO Mille e duecento lettere. Tante sono state le segnalazioni che l'ufficio ambiente del Comune ha inviato ad altrettanti cittadini, rei di non aver ritirato il kit previsto per la raccolta...

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Mille e duecento lettere. Tante sono state le segnalazioni che l'ufficio ambiente del Comune ha inviato ad altrettanti cittadini, rei di non aver ritirato il kit previsto per la raccolta "porta a porta".

Alcune di queste missive sono però giunte a persone che la differenziata la fanno, già da diverso tempo, e proprio utilizzando i mastelli del Coseca. Tra le segnalazioni che ci sono pervenute quella di Daniele che, dopo pochi giorni dall'acquisto del suo appartamento in Barbanella, è subito andato a ritirare il kit.

Nel mare di lettere inviate dal Comune c'era anche il suo nome: «L'altro giorno mi è stata recapitata una notifica del messo comunale per "mancato ritiro del kit. Mi sono recato alla sede del Coseca, sono stati molto gentili e mi hanno confermato che per loro non c'era alcun problema, ero correttamente inserito tra chi, i contenitori, li aveva ritirati. Sono comunque dovuto andare - prosegue - prima in Comune, dove mi è stato dato un foglio da compilare e poi all'ufficio decentrato del Coseca, in via De Amicis, dove ho consegnato il documento. Una perdita di tempo per me, per gli impiegati del Comune e quelli dell'azienda che tratta lo smaltimento dei rifiuti. A questo punto mi domando - conclude - quanti siano gli avvisi errati spediti».

Un interrogativo che trova immediata risposta nelle parole dell'assessore all'ambiente Giancarlo Tei: «che su mille e duecento lettere inviate vi siano una ventina di errori può anche succedere, insomma, ci sta. Gli elenchi ci sono stati forniti dal Coseca e li abbiamo incrociati con i dati in nostro possesso, anche grazie all'ufficio dell'anagrafe. Mi scuso - prosegue l'assessore - se c'è stato o ci sarà qualche piccolo disagio. Qualche svista ci sta. Ma, con una battuta, posso dire che da una parte ne sono anche felice: è il segnale che, a fare la raccolta differenziata, sono molti più cittadini di quanti si creda».

Ma riguardo al "porta a porta" quale è stato l'errore, quale la condizione che ha prodotto caos, insomma: perché sono state necessarie queste mille e duecento lettere?

«Lo sbaglio iniziale - commenta Tei - è stato quello di non aver indicato che il ritiro degli appositi kit doveva essere fatto dai capofamiglia o, comunque, da chi per loro, ma sempre dando quell'unico nominativo. A volte infatti la gente si dimentica addirittura di chi ha ritirato i contenitori, ed i messi comunali non riescono ad ottenere informazioni precise. Se il kit è ritirato da un altro familiare che non sia il capofamiglia iscritto nell'elenco capita che quel nucleo familiare risulti ancora scoperto. Ecco che scattano le missive». Inizialmente dunque il meccanismo non è stato ben definito.

Oggi, in ogni caso, le informazioni saranno maggiormente precise: «abbiamo preparato uno stampato - puntualizza Tei - che sarà consegnato all'anagrafe ad ogni persona che sposta la propria residenza in Barnanella. Questo per offrire informazioni riguardanti il corretto smaltimento dei rifiuti. Inoltre presto arriveranno le telecamere, alcune saranno fisse, una mobile. Le installeremo entro un mese e saranno attive già dalla fine di febbraio».

Una soluzione drastica destinata a creare non poche polemiche.

Maurizio Bernardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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