Il Tirreno

Grosseto

Sottufficiale pizzicato con la refurtiva

Sottufficiale pizzicato con la refurtiva

Tenta il colpo da Obi, sotto il giaccone lampadine e cavi elettrici. E all’esterno caccia al pensionato che svaligia i carrelli

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di Elisabetta Giorgi

GROSSETO

Prima è successo con un sottufficiale dell'Aviazione, ieri con un 64enne sottufficiale dell'Esercito. Entrambi pensionati stimati e benestanti. Entrambi insospettabili sorpresi a rubare nel superstore lampadine, fili, prese elettrici e oggetti di bricolage. E come si giustificano? «Ho sbagliato». Poi però continuano. È successo anche ieri a Grosseto, all’Obi, dove il 62enne titolare, Paolo Signori, tartassato dai ladri che quest’anno hanno preso di mira il suo negozio in via Aurelia nord (20 dipendenti per 3200 metri quadrati), dopo l'ennesimo furto non ci ha visto più e ha chiamato i carabinieri, facendo svuotare le tasche al furfante e restando scioccato: era un sottufficiale dell'esercito in pensione.

È questa l'ultima frontiera del "taccheggio" maremmano, lamentata il mese scorso dal proprietario di un altro grande negozio grossetano, Hobby casa, preso d'assalto dai "nuovi ladri", che non sono più solo gente poco abbiente e bisognosa di beni di prima necessità, ma persone anche facoltose, stimati professionisti e dipendenti pubblici, impiegati dell'Asl e della Provincia di Grosseto sorpresi con le mani nel sacco. Un fenomeno in aumento un po' dappertutto, a Grosseto, e che si è ripetuto ieri nel supermercato del bricolage. «Non credevo ai miei occhi», racconta Signori che, abituato a stare con gli occhi bene aperti, come tutte le mattine si è messo a girare tra tavoli, arredi e complementi da bagno insieme al figlio, sorvegliando dai monitor collegati alle telecamere cosa bolliva in pentola. «A un certo punto ho visto un uomo che si riempiva le tasche e le maniche di oggetti elettrici…». Lampadine, fili elettrici, prese, spine varie. E come spesso capita in questi casi, «è andato alla cassa a pagare altre cose. Peccato che se ne sia rubate altre….». Dalla cabina di regia dove raccoglie le immagini delle telecamere, un "grande fratello" ha visto e registrato tutto inchiodando il colpevole e consegnandolo ai carabinieri. «Ho 48 telecamere piazzate ovunque nel negozio - dice Signori - Più altre 9 all'esterno». Una specie di arsenale di guerra che anche stavolta ha funzionato a dovere. Una volta intervenuti, i militari hanno raccolto la denuncia per furto, identificando l'uomo che, per l'appunto, si è rivelato un ex sottufficiale. È il secondo caso di questo tipo: due settimane fa capitò un episodio gemello e in quel caso era un altro ex sottufficiale (anche lui in pensione) dell'Aviazione. Pure lì scattò la denuncia. Ma la faccenda di ieri ha acquistato risvolti fantozziani quando si è scoperto che all'esterno c'era un altro ladro. Un anziano stava spaccando i carrelli per rubare le monetine di Obi, e appena ha visto i carabinieri intervenuti sull'altro furto è scappato a gambe levate in bici. Casi del genere sono all'ordine del giorno e quest'anno sono aumentati a vista d'occhio, prosegue Signori scrollando le braccia. Rubano anche cose di parecchio valore, se le infilano dappertutto. «Due settimane fa un signore di Vetulonia ha rubato un arredo bagno da 70 euro. Non abbiamo fatto in tempo a bloccarlo e se ne è andato. Ma l'abbiamo aspettato al varco e 15 giorni dopo l'abbiamo bloccato, inchiodandolo alle telecamere. Passa qualche giorno, e due operai di una notissima ditta edile ci rubano una centralina da irrigazione da 180 euro». Un'escalation di rabbia, di bile, di preoccupazione. Il totale dei furti? «In un anno almeno 200mila euro. Qua non ne possiamo più, siamo tartassati. Ma state sicuri che ora stiamo passando alle maniere forti: potenziamo le telecamere e non guardiamo più in faccia nessuno. Ladri di professione o cleptomani: ora via alle denunce».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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