Il Tirreno

Grosseto

Sopra piazza del Sale tra pericoli e abbandono

Sopra piazza del Sale tra pericoli e abbandono

Un cancello sventrato e aperto su un baratro di diversi metri. E intorno tante inutili transenne arrugginite. Che sono lì da anni e nessuno sa più perché

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di Maurizio Bernardini

GROSSETO

Uno strapiombo di diversi metri, potrebbe restarci secco chiunque.

La trappola si trova vicino piazza del Sale, nel cuore di Grosseto. Un tempo luogo di cui andare fieri, anche questa zona è divenuta, come tutto l’arco murario, qualcosa di cui vergognarsi.

Basta salire le scale che dalla storica piazzetta portano verso il bastione della Cavallerizza, voltare a destra e il gioco è fatto: si è davanti a una corte interna alla cinta muraria.

Un luogo veramente fatiscente. Ma il vero problema è che il tutto si trova su di un enorme dislivello. Il vecchio e arrugginito cancello che un tempo sbarrava il passo, limitando i pericoli, è divelto: un po’ colpa del tempo, un po’ dei soliti furbi. È così che chiunque, bambini in primis, può piombare giù e rimetterci la pelle.

A questa storia, fatta di palese abbandono, se ne aggiunge un’altra, che sfiora il ridicolo: cartelli stradali e transenne si trovano disseminati, spesso semplicemente appoggiati, sulla porzione di Mura che si affaccia sul luogo in cui, più di seicento anni fa, veniva immagazzinato e distribuito il sale proveniente dalla costa.

Il bello, si fa per dire, è che la situazione è così da anni. Un bel biglietto da visita per i turisti, e una gioia per gli occhi dei grossetani che vedono, così, valorizzato il proprio centro storico.

Alcune di queste transenne si trovano davanti ad un cedimento risalente a diversi anni fa: non fu portato avanti alcun intervento di ristrutturazione, forse eccessivamente dispendioso.

Guardando il retro dei segnali scorgiamo, impressi sulla lamiera, i dati di una ditta di Mantova. Accanto al nome dell'azienda una data, 1987, e una sigla: Comune di Grosseto. Nessuna azione finalizzata al recupero del monumento murario dunque, ma semplici sbarramenti tra il libero passaggio ed il vuoto. Strutture metalliche che sono divenute, con lo scorrere degli anni, parte integrante del paesaggio.

Altre transenne, sempre riportanti il logo del Comune, sono invece buttate da una parte, senza un apparente motivo. Di quei segnali stradali, abbandonati, dice di non saperne proprio nulla anche il direttore della preposta società partecipata del Comune, la Grosseto Parcheggi, Alberto Paolini: «Non sono nostri, se si trovano lì da anni, presumibilmente, sono di qualche cantiere. Le nostre transenne hanno il simbolo della società e sono ben individuabili. Inoltre – prosegue Paolini – non le lasciamo in giro, specie per lungo tempo».

In ogni caso, e non potrebbe essere altrimenti, la pertinenza è comunque di chi amministra il capoluogo.

Non c'è bisogno di discutere troppo per capire che, quell'ammasso di ferraglia, rappresenta un danno alla città. Un insulto al buon gusto e alla pazienza di chi paga le tasse.

Gente semplice che vorrebbe tornare a poter essere fiera delle proprie Mura e, magari, poterci fare una passeggiata. Senza rischiare di rompersi il collo o, alla meno peggio, di vergognarsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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