Sicurezza
Sconcerto in Procura per l’ordinanza del gip
Il procuratore prepara il ricorso ma il giudice Montesarchio «è serena» La scatola nera ora è in via Monterosa. Entra in scena la polizia scientifica
GROSSETO
Lo sconcerto, in Procura, si taglia a fette. Se il flash di agenzia di martedì sera aveva lasciato interdetto Francesco Verusio (nella foto), ieri mattina la lettura delle motivazioni con le quali il gip Valeria Montesarchio ha respinto la richiesta di fermo del comandante e applicato i soli domiciliari ha lasciato sbalorditi gli uffici di via Monterosa. «Ma come - dice uno degli inquirenti - con tutti gli elementi che avevamo portato, il gip non ha convalidato il fermo? E cosa ci poteva essere di più grave? Il pericolo di fuga c'era, eccome!»
E adesso, secondo il procuratore capo, l'aver messo Francesco Schettino ai domiciliari in casa sua potrebbe compromettere lo scenario: «è possibile che possa fuggire dagli arresti domiciliari», dice Verusio e sarebbe stato necessario che Schettino rimanesse in carcere «per la sua personalità e per i reati che gli vengono contestati». Quindi la conclusione è una e una sola: Tribunale del riesame per chiedere di nuovo il carcere. Sottolineando di nuovo i gravi indizi, rafforzandoli alla luce di quanto emerso negli ultimi giorni, evidenziando quelle che sono ritenute le incongruenze dell'ordinanza. Materialmente, il ricorso non è stato ancora preparato ma i quattro magistrati ci stanno già pensando.
Sull'altro fronte, quello del Tribunale, le reazioni sono diametralmente opposte: «il giudice è serena - dice chi l'ha vista e ci ha parlato - ha preso la decisione giusta, l'unica che poteva prendere». Valeria Montesarchio non ha parlato con la stampa: un agente della polizia privata ha stazionato davanti alla porta del suo studio proprio per evitare contatti, possibili visto che il Tribunale ieri era di nuovo aperto ai giornalisti. Tornando in via Monterosa, in Procura nessuno è in grado di fare previsioni sulla conclusione delle indagini. Addirittura nemmeno sui tempi di apertura della scatola nera, che ieri mattina è arrivata negli uffici della Procura dopo il recupero di martedì: la ditta di Amburgo non avrebbe ancora avuto né dato comunicazioni. Ieri comunque l'attività è stata intensa, in attesa dei tabulati telefonici: c’era ancora l’ufficiale Gregorio De Falco, diventato ormai una celebrità mondiale, fatto uscire dal palazzo con uno stratagemma e un’auto dai vetri posteriori oscurati. Alle 16, accompagnato dal questore Laratta, è arrivato anche un funzionario del servizio centrale della polizia scientifica: a Verusio servono adesso anche le sue competenze.(p.s.)
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