Il Tirreno

Grosseto

Regole per salvare il mare

Il Capitano Di Lorenzo sul rischio inquinamento da navi

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PORTO SANTO STEFANO

Il Capitano superiore di lungo corso Lucio di Lorenzo doveva presentare questa relazione ad Arezzo, a dicembre, nell’assemblea di tutti i presidenti delle sezioni della Lega navale della Toscana. Di Lorenzo, presidente della Lega navale Argentario, per cause di forza maggiore non ha potuto essere ad Arezzo e il suo intervento è rimasto nel cassetto.

Tuttavia si tratta, anche alla luce di ciò che accade al Giglio in queste ore, di una relazione che tocca un argomento importantissimo: il rischio di inquinamento. Dunque, proprio ora, vale la pena parlarne.

Secondo Di Lorenzo, per evitare fenomeni inquinanti ad opera di navi mercantili bisogna prendere precisi provvedimenti. Eccone alcuni.

Prima che la nave riparta, dopo aver scaricato materiale inquinante (di solito liquido), imporre una visita ispettiva sullo stato di pulizia di cisterne o stive. Questo documento dovrebbe far parte della “Libera Pratica di Partenza”.

I porti commerciali dovrebbero dotarsi di contenitori idonei a ricevere il materiale di risulta del carico, smaltito invece in mare, fuori dalle acque territoriali.

Nelle acque territoriali dell’Arcipelago toscano, dovrebbero essere creati, per i mercantili che trasportano merci pericolose, corridoi di transito obbligato per il raggiungimento dei principali porti commerciali che da Civitavecchia a La Spezia ricevono merci inquinanti.

Come la Turchia, che lo ha fatto sin dal 1910, rendere obbligatoria a tutti i mezzi nautici, la “carta blu”. Questa indica il possesso di serbatoi per le acque nere e le acque grigie.

È necessario rendere operativa la legge del 2006 riguardante il doppio scafo.

Sarebbe utile istituire il servizio di pilotaggio per l’attraversamento del canale di Piombino e mettere sotto tutela lo specchio acqueo arcipelagico, come le Bocche di Bonifacio, per farlo riconoscere come area marina particolarmente protetta dove si debba provvedere al “Pilotaggio Raccomandato”.

Di Lorenzo argomenta: «Se un grammo di gasolio inquina e toglie la vita ad un metro cubo di mare, un movimento di pensiero che coinvolga tutte le amministrazioni comunali rivierasche, tutte le associazioni che hanno per scopo statutario la difesa dell’ambiente, agendo congiuntamente, senza ingessare l’ambiente, dovrebbero far sì che certe norme ancora disattese dovrebbero essere imposte per salvare lo splendido mare dell’Arcipelago Toscano».

Parole che in questi giorni di passione e paura, suonano come monito profetico. (r.w.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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