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Cooperative contro la Baldi per i villaggi-vacanze

Cooperative contro la Baldi per i villaggi-vacanze

FOLLONICA «Un attacco immotivato alla formula cooperativa». Contro la posizione del sindaco sui villaggi arriva anche l’Alleanza delle Cooperative. Stavolta non sono i soci o i legali delle proprietà...

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FOLLONICA

«Un attacco immotivato alla formula cooperativa». Contro la posizione del sindaco sui villaggi arriva anche l’Alleanza delle Cooperative. Stavolta non sono i soci o i legali delle proprietà delle due strutture turistiche a intervenire sulla vicenda, ma un’associazione a livello regionale che raggruppa le cooperative, appoggiata dai responsabili locali di Legacoop, Confcooperative e Agci (Associazione generale cooperative italiane).

Ma una cosa in comune c’è con gli altri interventi sinora espressi: la contrarietà verso le decisioni e le dichiarazioni del sindaco di Follonica, giudicate dall’Alleanza delle Cooperative Toscane, inspiegabili.

«Il villaggio vacanze e il camping, rimasti chiusi la scorsa estate – dice il portavoce dell’Act, Alessandro Giaconi – stando alle parole del primo cittadino possono riaprire i battenti fin da subito, ma a condizione di affidare a terzi la gestione e modificare i propri statuti per non prevedere alcun vantaggio a favore dei propri soci. Una richiesta giuridicamente immotivata e inspiegabile. La volontà evidente dell’ente è quella di procedere coattivamente a una “trasformazione” delle cooperative in società di tipo diverso. Questo sarebbe per le cooperative il risultato derivante dall’accettazione delle clausole imposte dal Comune di Follonica. Avvertiamo, quindi, un vero e proprio attacco alla formula cooperativa».

La formula della mutualità è quella che dovrebbe essere cambiata, e cioè quel meccanismo che sta alla base delle cooperative secondo il quale in generale si prevede di assicurare ai soci il lavoro, o beni di consumo, o servizi, a condizioni migliori di quelle che otterrebbero dal libero mercato.

«Ci lasciano veramente esterrefatti i riferimenti alla mutualità delle cooperative, considerata un elemento che impedisce una corretta gestione d’impresa, quando basterebbe leggersi poche righe di un qualunque manuale di diritto commerciale per rendersi conto di quanto questo sia giuridicamente immotivato», continua il portavoce di Act.

«Come può affermare il sindaco di Follonica che le due imprese possono tornare in attività, se non sono state ritirate le ordinanze restrittive a loro carico e s’impone loro una gestione da parte di un soggetto terzo? Abbiamo più volte invitato le nostre associate a mantenere un atteggiamento costruttivo nei confronti dell’Istituzione locale, ma non possiamo certo suggerire loro di accettare condizioni che farebbero venire meno i requisiti per poter continuare ad essere società cooperative». La battaglia continua, superando adesso i confini follonichesi. (p.v.)

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