La manifestazione
Tutti colpevoli Ma questa volta qualcuno paga
GROSSETO È articolata in più di venti pagine, la sentenza del Tar che accoglie il ricorso di Paolo Baccetti (avvocato Claudio Fiori)contro la Regione Toscana. Un ricorso per il risarcimento “del...
GROSSETO
È articolata in più di venti pagine, la sentenza del Tar che accoglie il ricorso di Paolo Baccetti (avvocato Claudio Fiori)contro la Regione Toscana. Un ricorso per il risarcimento “del danno ingiusto derivante dal mancato esercizio di attività amministrativa obbligatoria”. In parole semplici, secondo l’allevatore la Regione non ha adempiuto a tutti i passaggi amministrativi e burocratici necessari, impedendo in questo modo a Baccetti di ottenere il sostanzioso indennizzo che gli era dovuto dal “pubblico”. E i giudici del Tar hanno confermato questa tesi.
Il Tar condanna a pagare, e subito, la Regione Toscana. Ma di fatto, nella sentenza, non dice che la Regione è davvero – o del tutto – il soggetto responsabile della clamorosa odissea di Baccetti.
Leggere le motivazioni è come fare un lungo e illuminante viaggio nella burocrazia italiana. Il ministero che annuncia di aver istituito un fondo per il risarcimento degli allevatori colpiti dall’aviaria, ma che poi – finita la psicosi – “dimentica” di ripartire il fondo tra le Regioni e l’anno dopo lo destina ai bieticoltori. La Regione che, da parte sua, respinge le istanze di Baccetti perché i soldi non ci sono, e omette di inviare le documentazioni a Roma. E sullo sfondo, il povero cittadino che ogni volta ci riprova, ricomincia daccapo, compila moduli e richieste. Non importa accertare la responsabilità precisa, dice il Tar: una volta stabilito che il danno a terzi è fatto, il danno stesso «non può che essere imputato in solido a tutte le amministrazioni chiamate a prestare il proprio ineliminabile apporto alla scelta congiunta».
Insomma, per una volta, “tutti colpevoli, e uno che paga”. Raro, ma accade.
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