Sicurezza
Telefoni comunali, altro che sprechi Grazie alle nostre scelte si risparmia
Leggo sul Tirreno del 14 gennaio l’articolo intitolato “Telefoni di palazzo, linee bollenti”. Qui Jacopo Padovani afferma che «nei 14 anni di amministrazione precedente, e credo anche nella storia...
Leggo sul Tirreno del 14 gennaio l’articolo intitolato “Telefoni di palazzo, linee bollenti”. Qui Jacopo Padovani afferma che «nei 14 anni di amministrazione precedente, e credo anche nella storia del Comune di Orbetello, nessun assessore, dirigente e segretario ha mai avuto un’utenza telefonica intestata e pagata dal Comune».
Non è vero che i precedenti amministratori comunali non usassero un telefono cellulare del Comune: l’assessore Di Vincenzo infatti ne aveva uno in uso. Si evidenza poi che le spese siano a carico dei cittadini anche la spesa per le utenze telefoniche fisse, le utenze per l’energia elettrica, per l’acqua, eccetera. Insomma tutto ciò che occorre per il normale funzionamento di un’amministrazione: allora cosa si propone? Di tagliare l’energia elettrica e spegnere i riscaldamenti di uffici e scuole solo perché queste spese sono a carico dei cittadini?
Che sia un obbligo di ogni amministrazione ridurre le spese ed eliminare gli sprechi siamo perfettamente d’accordo, e per capire che l’obiettivo è proprio questo basta infatti leggere il regolamento recentemente approvato dalla giunta per disciplinare l’uso sia delle attrezzature informatiche che dei telefonini, dal quale deriverà un risparmio che si può quantificare nel 75% circa della spesa sostenuta finora: ciò in ottemperanza alla norme finanziarie nazionali che impongono la razionalizzazione delle attrezzature e delle utenze in uso alle amministrazioni pubbliche, come del resto era già stato previsto espressamente nell’apposito piano triennale approvato dalla giunta comunale in data 16 febbraio 2011 (assessore proponente Andrea Casamenti), che prevedeva «l’integrazione nella rete comunale, con separata fatturazione delle chiamate per ragioni di ufficio da quelle personali, delle utenze telefoniche mobili degli amministratori, dei dirigenti, dei titolari di posizione organizzativa, al fine di ridurre i costi di comunicazione all’interno e all’esterno della rete attraverso l’uso del telefono cellulare, le cui tariffe sono inferiori a quelle di telefonia fissa».
L’amministrazione ha fatto proprio quello che aveva stabilito la precedente maggioranza, che oggi dai banchi dell’opposizione grida allo scandalo. E c’è da aggiungere che il Comune di Orbetello, per scelte fatte dalla passata giunta, di utenze di telefonia mobile ne aveva ben 19 (20 contando quella di Di Vincenzo), tutte con contratti di varia tipologia e con costi elevati. Questa amministrazione ha invece scelto di aderire all’apposita convenzione Consip, che consente di usufruire di tariffe molto convenienti: il costo delle telefonate è di appena 5 millesimi di euro al minuto senza scatto alla risposta.
In realtà, quindi, malgrado si cerchi di trasmettere ai cittadini messaggi distorti, la scelta della giunta va proprio nella direzione di una riduzione delle spese telefoniche.
Monica Paffetti
sindaco di Orbetello
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