Il Tirreno

Grosseto

«Negozi sempre aperti, ma non mi piace»

«Negozi sempre aperti, ma non mi piace»

Gavorrano, il sindaco firma l’ordinanza. «Ma soltanto perché me lo impone la legge»

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GAVORRANO

  La liberalizzazione degli orari e tutto il caos che da settimane porta con sé è arrivata anche a Gavorrano.

Il sindaco Massimo Borghi ha firmato l’ordinanza che permetterà ai negozi di alzare e abbassare le saracinesche con gli orari che preferiscono. L’ha firmata, ma non ne è soddisfatto e ne avrebbe fatto volentieri a meno.

«Ho agito in questo modo perché è un atto dovuto. – dice Borghi – Ma non condivido assolutamente lo spirito della legge». C’è la legge nazionale che ha spinto il sindaco in questa scelta, insieme all’Anci che ha consigliato agli enti di provvedere in questo senso in tempi rapidi, «in quanto la legge è esecutiva». L’ha firmata perché doveva, non perché la voleva. «Ritengo la liberalizzazione degli orari un regalo alla grande distribuzione e un forte danno alle piccole aziende commerciali, per lo più in difficoltà a causa della crisi che abbattendosi pesantemente sul settore, provoca una diminuzione dei consumi molto importante». Un danno che arriva da un fatto molto semplice: «non sono attrezzate per battere la concorrenza della grande distribuzione». E anche tutti i vantaggi che secondo il governo centrale verrebbero da questa manovra non convincono Borghi. «Non vedo come possa abbassare i prezzi, in quanto la politica dei prezzi è legata a fattori diversi come il costo dei carburanti e la filiera lunghissima che la merce percorre prima di approdare sugli scaffali». Allo stesso modo, il sindaco dubita che la liberalizzazione «possa portare di per sé nuova occupazione stabile, in quanto nel nostro ordinamento abbiamo ben 46 modelli di rapporto di lavoro all’interno dei quali esistono forme di flessibilità che rasentano le barbarie, come il lavoro a chiamata, il lavoro per un giorno e così via». Borghi rimpiange la concertazione: «consentiva di ragionare e trovare quelle soluzioni positive capaci di contemperare per le esigenze di tutti». E’ stato proprio questo metodo che «a Gavorrano avevamo emesso un’ordinanza che non aveva incontrato problemi». Le speranze di Borghi e della sua amministrazioni ormai sono aggrappate alla Regione, che da subito si è detta contraria alla manovra. «Alla piccola distribuzione. – conclude il sindaco – non resta che scegliere la qualità delle loro merci e dei prodotti che proporranno alla loro clientela. Auguro loro di poter resistere, di poter mantenere in vita le loro attività, essenziali nella vita delle piccole frazioni, dove il negozio è anche il punto di aggregazione e di ritrovo sociale». (a.f.)

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