Sicurezza
Mobilitazione per la bambina contesa
Centinaia di mail indirizzate al quotidiano Bild: la Germania cancelli una legge del nazismo
di Gabriele Baldanzi
ROCCASTRADA
Una mobilitazione senza precedenti, reale e virtuale, che da ieri ha superato i confini del paese di Roccastrada per allargarsi al capoluogo, al resto della provincia, a Firenze, a Roma. Il caso di Parisa e Jasmine ora è sui tavoli che contano. Coinvolto il presidente della Repubblica Napolitano, il papa tedesco Joseph Ratzinger, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il presidente del Tribunale dei minori di Firenze, il consolato di Germania. A Roccastrada non si parla d’altro. Qui tutti conoscono la mamma, la bambina. E il padre. Ciò che sta accadendo la gente non riesce proprio a comprenderlo. L’ingiustizia pare a tutti evidente.
Ieri mattina sono partite centinaia di mail indirizzate alla Bild, il più importante giornale tedesco, ma anche al borgomastro di Zeiskam (Roland Humbert ), comune gemellato con l’Alta Maremma. In questa fase si cercano contatti, ‘stradelli’ (come si dice a Roccastrada).
La speranza è che la vicenda si risolva con il buon senso. Dal pomeriggio anche sulla mail dell’avvocato del padre sono iniziati a piovere messaggi. Una protesta civile, educata.
«Una legge scritta ai tempi del nazismo non può sopravvivere nell'Europa del 2012. Speriamo che il nostro impegno serva ad arginare una palese ingiustizia». Sono parole di Danilo, libero professionista di Roccastrada, con studio poco distante dalla casa di Parisa e Jasmine. Mario, impegnato nell’associazionismo locale, è stato tra i primi, nei giorni scorsi, a parlare con la mamma e oggi è in prima fila nella campagna di informazione e sensibilizzazione portata avanti in Rete. «Abbiamo pochi strumenti e poco tempo a disposizione. Credo che l’unica strada sia quella di far recedere il padre. Per questo stiamo cercando di metterci in contatto con il suo avvocato».
Per Isabella, che giovedì è rimasta sempre al fianco di Parisa, le istituzioni italiane «non possono lasciare che mamma e figlia vengano separate così. Saremo sempre di più a sostenere questa battaglia di giustizia. I bambini ha diritto di scegliere con chi stare…».
L’obiettivo di chi si sta mobilitando è quello di far diventare questa vicenda un caso internazionale.
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