I tassisti fermano le auto contro la liberalizzazione
FOLLONICA Le preannunciate liberalizzazioni in materia di taxi fanno preoccupare anche la categoria follonichese, che sulla scia di quanto sta succedendo in tutta Italia in queste ore ha proclamato...
FOLLONICA
Le preannunciate liberalizzazioni in materia di taxi fanno preoccupare anche la categoria follonichese, che sulla scia di quanto sta succedendo in tutta Italia in queste ore ha proclamato uno sciopero ed una manifestazione per il 23 gennaio prossimi. Contatti sono in corso fra i tassisti del Golfo e le autorità per concordare le modalità della protesta, che si svolgerà molto probabilmente nella zona tradizionalmente adibita alla sosta delle auto bianche in piazza Don Minzoni di fronte alla stazione ferroviaria. Anche per la categoria follonichese le problematiche sono le stesse rivendicate dai colleghi nel resto del Belpaese. «La realtà follonichese è molto particolare – spiegano i tassisti cittadini – il grosso del lavoro c’è in estate e con quello riusciamo a garantirci il guadagno anche per i mesi invernali nei quali il lavoro per noi tassisti non è poi così elevato, nonostante un numero comunque basso di auto a disposizione. Mettere a disposizione altre licenze rischierebbe solamente di complicare la già difficile economia del settore proprio perché quella follonichese non è una realtà che può garantire 12 mesi di lavoro pieno già adesso, figuriamoci con altri operatori». La tipologia di vacanzieri del Golfo, molte seconde case con famiglie che hanno l’auto al seguito, spiega facilmente le difficoltà dei tassisti, che grazie alle corse che comunque riescono a compiere da giugno a settembre si garantiscono buona parte del guadagno annuale. «Tutti i mezzi di trasporto sembrano in crisi – continuano i tassisti – basta vedere i tanti autobus che spesso viaggiano vuoti, anche per la presenza di servizi similari che vengono effettuati parallelamente alla nostra attività e che certo non ci aiutano. Per questo vogliamo anche noi far sentire il nostro disagio, far capire la nostra situazione e soprattutto la realtà territoriale nella quale ci troviamo a lavorare».(m.n.)
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