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Follonica, università verso la chiusura

Follonica, università verso la chiusura

Il sindaco Eleonora Baldi: «L’ateneo di Grosseto deve tagliare, presto l’attività del polo sarà ridimensionata»

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di Michele Nannini

FOLLONICA

Un destino ormai segnato e che porterà nei prossimi anni, salvo clamorosi ripensamenti, alla chiusura della sede universitaria di Follonica.

L’ambizioso progetto di offrire uno sfogo studentesco ai tanti diplomati in uscita dagli istituti del comprensorio del Golfo sembra prossimo alla archiviazione, come suggerito dall’ultimo summit della scorsa settimana in cui le istituzioni hanno comunque confermato congrui finanziamenti che però non mettono in salvo quanto di buono costruito nella città del Golfo.

I locali destinati all’università furono fra i primi del comprensorio ex Ilva ad essere recuperati e restituiti alla fruizione pubblica, proprio dietro alla Fonderia Leopolda, fra l’altro in un momento in cui si cominciava a ragionare della sorte che avrebbe seguito tutta l’area centrale di Follonica: aule, laboratori, locali di servizio, di certo la sede del Golfo era quanto di meglio si potesse offrire al corpo insegnanti ed ai docenti.

Solo che, dopo 8 anni (ottobre 2004) dall’arrivo dell’università, iniziano a prevalere le logiche economiche che prevedono tagli drastici alle sedi periferiche, considerate attualmente solo una dispersione di risorse. E dire che i numeri sembravano dare ragione alla sede distaccata di Follonica, che anche dopo il taglio del corso di laurea triennale aveva comunque ogni anno una quantità tutto sommato dignitosa di iscritti, che altre sedi molto più prestigiose spesso fanno fatica a trovare.

In un panorama nel quale anche il polo di Grosseto dovrà subire una forte dieta dimagrante, inevitabile che Follonica venisse considerata come un problema da risolvere più che una opportunità da far fruttare.

I dipendenti, per adesso, aspettano, preoccupati del loro futuro che sarà più chiaro nei prossimi giorni dopo un ennesimo incontro che dovrebbe spiegare anche a loro le modalità di prosecuzione dell’attività nei prossimi mesi, ma l’aria che si respira è già da tempo quasi di smobilitazione.

«Abbiamo verificato quali fossero le intenzioni dell’università – conferma il sindaco Eleonora Baldi - che sono quelle di ridimensionare l’attività didattica, quindi ci siamo comportati di conseguenza lasciando l’uso di due aule ed un laboratorio. Come Comune abbiamo anche la necessità di riavere la disponibilità dei locali e quindi si è verificata una congiunzione di eventi con la riduzione dell’attività didattica. Di certo non sono segnali incoraggianti per la prosecuzione delle lezioni».

Insomma: dopo gli squilli di tromba per l’arrivo dell’università a Follonica, in sordina l’esperimento sembra destinato alla chiusura, ennesima vittima di una situazione economica che non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno all’istruzione. 

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