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Grosseto

C’è un partner per Barontini Schiarite sul futuro dell’azienda

C’è un partner per Barontini Schiarite sul futuro dell’azienda

Un imprenditore è già stato presentato a Fiditoscana. Ore decisive per trovare l’accordo La Regione apre un tavolo per la cassa integrazione delle vestaglie azzurre

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di Francesca Gori

GROSSETO

C’è l’impegno della Regione ma c’è soprattutto quello dell’imprenditore Andrea Barontini per portare avanti la produzione di Abbigliamento Grosseto e conquistare la fetta di mercato che l’azienda delle vestaglie azzurre merita. Ieri in Regione era in programma il tavolo al quale hanno partecipato i sindacati, i vertici di Abbigliamento Grosseto, i rappresentanti dei sindacati e dell’rsu e l’assessore allo Sviluppo economico della Provincia Cinzia Tacconi. Tante le questioni che sono state trattate nell’incontro ieri. Ma la prima, e forse la più importante, riguarda proprio l’ingresso di un nuovo partner nella società che controlla l’ex Mabro. Si trata di imprenditori del settore che potrebbero davvero portare una boccata d’aria nei conti dell’azienda. «Li abbiamo già presentati a Fiditoscana - spiega Barontini - ma è ancora presto per annunciare il nome degli imprenditori che parteciperanno a questo progetto». L’attesa sta diventando spasmodica per l’ingresso del nuovo partner. Ma anche per gli strumenti che potranno essere adottati dalla società e dalle parti sociali per garantire la continuità della produzione e per sostenere i lavoratori: gli ammortizzatori sociali. La Regione ha intanto aperto un tavolo per trovare una soluzione che consenta il rinnovo della cassa integrazione per le lavoratrici della ex Mabro, oggi Abbigliamento Grosseto, in vista della prossima scadenza, prevista per i primi di febbraio. Una volta garantita la protezione sociale delle lavoratrici, la Regione si impegna, tramite lo strumento di Fidi Toscana, ad una ulteriore pressione nei confronti del mondo creditizio. Terzo punto, la segnalazione all’azienda delle opportunità messe a disposizione da interventi regionali che, come ad esempio il bando per l’internazionalizzazione, potrebbero aiutare a reperire le risorse finanziarie di cui l’azienda ha bisogno per il rilancio.

Ancora non è stato deciso niente sulla cassa integrazione. La via più semplice sarebbe l’accesso a quella ordinaria, che però dovrebbe essere pagata tutta da Barontini, che riceverebbe uno sconto sui contributi dei lavoratori. Una strada però, che l’imprenditore laniero ha detto di non poter percorrere. Restano quindi due sole possibilità: la straordinaria ma solo se l’azienda farà una ristrutturazione del personale (che è esclusa) o quella in deroga, anticipata dalla Regione. Anche le prospettive di mercato, però, fanno ben sperare. I clienti storici della Mabro che hanno visto la collezione presentata all’ultimo Pitti Uomo hanno già presentato i primi ordini. La campagna di mercato, però è aperta. «La nostra speranza - dice ancora Barontini - è tornare a coprire quella nicchia di mercato che l’azienda merita»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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