La manifestazione
Trecentomila euro per i primi interventi
Il sindaco Sergio Ortelli sblocca il fondo emergenze: «Ma contiamo in un aiuto anche dallo Stato»
di Francesca Ferri
e Alfredo Faetti
ISOLA DEL GIGLIO
A quattro giorni dal naufragio della Concordia si fa la conta dei danni e si apre la cassa per trovare le risorse necessarie a gestire l'emergenza nella fase post acuta. Alle due sponde del canale dell'Argentario i due primi cittadini sono all'opera. E se al Giglio Ortelli dà fondo al salvadanaio municipale, il dirimpettaio Cerulli a Porto Santo Stefano ancora non ha fatto la conta dei danni.
Isola del Giglio. Al Giglio il Comune ha stanziato 300mila euro da mettere al capitolo "naufragio" per le prime spese. «La copertura c'è - spiega il sindaco, Sergio Ortelli - anche se la cifra è impegnativa». Molto impegnativa, per un Comune il cui bilancio è di appena 2 milioni di euro. Dove li prenderà il sindaco questi soldi? «Dalle multe alle auto dei giornalisti in divieto di sosta», scherza guardando lo stuolo di furgoni e furgoncini con le parabole drizzate, che da sabato mattina sono schierati di fronte alla Concordia. Il denaro in realtà è ricavato raschiando il fondo emergenze del Municipio del Giglio, un fondo che hanno tutti i Comuni, con cifre diverse.
I 300mila euro si aggiungeranno alla cifra che arriverà in conseguenza alla dichiarazione dello stato d'emergenza che è stato decretato per la piccola isola che, da sola, non può certo far fronte a tutte le spese.Lo stato d'emergenza prevede, infatti, anche il trasferimento di fondi. «Non si sa acora quanto sarà stanziato per il Giglio - spiega il sindaco - ma tutto serve».
Tutto, compresa una parola di incoraggiamento. Per questo, oltre ad aver proposto al presidente Napolitano di riconoscere ai gigliesi e ai portosantostefanesi la medaglia d'oro al valore civile, il presidente del consiglio Monti ieri ha telefonato al sindaco Ortelli.
«Buongiorno, è la segreteria del presidente del consiglio. Le passo il presidente, che le vuole parlare», si è sentito dire Sergio Ortelli quando ha risposto al cellulare. Era sull'imbarcazione dei vigili del fuoco, in quel momento, il sindaco dell'isola dove la tragedia ha trasformato gli isolani in eroi. Ed è questo il motivo della telefonata di Monti.
«Voglio esprimere tutta la mia gratitudine e solidarietà a lei e ai gigliesi - gli ha detto Monti - per quanto avete fatto nelle circostanze di questo tragico evento». «È stato molto formale - spiega Ortelli - com'è nel suo stile, ma molto cortese».
Monte Argentario. «Certo, il danno per noi potrebbe essere inestimabile. Ancora non abbiamo calcolato a quanto possano ammontare i danni che ci lascia questa tragedia». Sono danni di varia natura quelli a cui si riferisce il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli. Innanzitutto, come ovvio, quello ambientale. «I più preoccupati della situazione sono i residenti», spiega.
L'aspetto ambientale per Cerulli del resto si lega necessariamente ad un altro: quello economico. «Il turismo è il nostro unico settore. La preoccupazione è moltissima». È il mare che parte dalle sue rive a fare la fortuna di Porto Santo Stefano, raggiunta ogni anno da una miriade di bagnanti. E in questo senso Cerulli se la prende con gli ecologisti. Con il Wwf, in particolare, che ha diffuso una nota che critica il permesso di far fare rotta alle navi in quella zona, soprattutto nei paraggi del santuario dei cetacei, chiedendo controlli rigidi.
«Ben vengano le navi, altro che mandarle via», tuona il sindaco, preoccupato per le ricadute sul turismo. «Sono le benvenute, a patto naturalmente che rispettino le regole. Se si seguono le leggi non ci sono neanche i danni», conclude Cerulli. Insomma, una volta che la minaccia del disastro sarà sventata e la situazione tornata alla normalità, all’Argentario non vogliono altre ripercussioni.
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