Il Tirreno

Grosseto

Tre giorni per capire chi c’era sulla nave

Il prefetto Linardi: «Un lavoro mastodontico su elenchi incompleti forniti dalla compagnia»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

Tre giorni per ricostruire le liste con gli elenchi dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio. E per la Prefettura di Grosseto non è ancora finita.

«Non avete idea del lavoro veramente mastodontico che abbiamo dovuto fare per risalire ai nomi di chi era in quella nave...». Si respira irritazione e “fatica” nella voce del prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi, che ieri non aveva ancora finito di coordinare - dal cuore della sala operativa di Grosseto - un’operazione ai limiti dell’impossibile, basata su elenchi incompleti forniti da Costa e da iniziative individuali prese dai naufraghi appena sbarcati all’isola del Giglio o a Porto santo Stefano. Alle complesse operazioni di salvataggio, infatti, per i soccorritori e per la Protezione civile si è aggiunto l’imprevisto, ovvero anche lo “sparpagliamento” dei naufraghi. C’è chi ha lasciato Porto Santo Stefano e si è allontanato in via autonoma. Chi ha bussato ai gigliesi e si è fatto ospitare. Chi si è fatto venire a prendere dai familiari ed è tornato a casa.

Ripercorrere con esattezza nomi, cognomi, nazionalità di chi viaggiava in quella nave, contare quanti grossetani effettivamente fossero lì, quanti veneti, romani, indiani, francesi. Tutto questo continua a essere il problema principale.

La Prefettura ha ancora in mano cifre ufficiose che sta completando giorno dopo giorno e che ha deciso prudentemente di non divulgare finché non sarà tutto pronto, coi nomi dei passeggeri rintracciati e spuntati dall’elenco e quelli che mancano all’appello e saranno “ufficialmente” dispersi. «Per completare con esattezza il dato numerico - ha detto ieri Linardi - mancano gli ultimi dati. Ci siamo quasi ma restano da fare verifiche, in particolare aspetto una risposta...». Farlo prima equivarrebbe dare “per disperse” persone che sono ancora da rintracciare semplicemente (si fa per dire) perché hanno trovato alloggio in via autonoma sfuggendo ai censimenti dopo lo sbarco. Numeri a parte, intanto «in queste giornate drammatiche in cui stiamo disperatamente cercando di dispersi - dice il prefetto Linardi andando a Livorno ad incontrare il ministro Corrado Cini - c’è anche il rischio importante di disastro ecologico». Nessun pensiero va invece ai costi per il territorio, «che francamente- conclude - credo che sia un aspetto marginale della storia».

Elisabetta Giorgi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa