Il Tirreno

Grosseto

Ore contate per i rifiuti Poi la cassa integrazione

I lavoratori dell’inceneritore con il fiato sospeso, giovedì si spegneranno i forni Chiesto un incontro con le istituzioni: «Non lasciateci soli proprio ora»

3 MINUTI DI LETTURA





di Alfredo Faetti

SCARLINO

  Il conto alla rovescia ormai è alle ultime battute.

Il cdr già stoccato nei silos di Scarlino Energia sta per esaurirsi, dando l’inevitabile avvio alla cassa integrazione per i dipendenti. Al contrario di una prima previsione il materiale da smaltire, così come prevede l’ordinanza firmata dal presidente Leonardo Marras, terminerà non oggi ma domani. Al massimo giovedì. Dopodichè stop all’incenerimento, come stabilito dal Tar di Firenze prima e dal Consiglio di Stato poi. Ieri nell’impianto si è tenuto un incontro tra i lavoratori e le rsu di Scarlino Energia per provare a fare il punto della situazione. Sono partiti da una certezza: la cassa integrazione, che si avvierà non appena terminato il cdr. Gli ammortizzatori sociali scatteranno per tutti i 65 dipendenti, esattamente come due mesi fa. Durante l’incontro è stato avviato il discorso sulla rotazione, «che sarà la più equa possibile» assicurano le rsu. Le attività che resteranno presenti nell’impianto, permettendo un margine minimo di occupazione, riguardano il laboratorio, la manutenzione, il magazzino e la depurazione delle acque, ma a tutt’ora quest’ultima rimane un punto interrogativo. Infatti, dalla Provincia ancora non è arrivata l’ordinanza per consentire la prosecuzione del tas (la depurazione, appunto) e questo vuoto lascia in sospeso diverse questioni, decisamente calde. Su tutte, come faranno le altre aziende, che necessitano di queste acque per la loro produzione, a fare a meno dell’attività dell’inceneritore. Se non salta fuori una soluzione, la crisi occupazionale all’interno dell’area industriale del Casone rischia di ingrandirsi in maniera preoccupante. Allo stesso modo, anche Follonica è interessata da questo impianto visto che occorre alla città per mandare gli scarichi nel canale del depuratore comunale. E in questo senso resta da capire chi eventualmente dovrà pagare le spese di questa attività. Ma restando ai lavoratori di Scarlino Energia, è ovvio che la depurazione delle acque rappresenta un’ulteriore mansione su cui spalmare la rotazione delle ore di cassa integrazione. Ed è in questo senso che l’organizzazione degli ammortizzatori passerà inevitabilmente da questa ordinanza, che già aveva sventato la bomba legata ai posti di lavoro a dicembre. Ma da Palazzo Aldobrandeschi sono stati chiari da subito: occorre studiarla, soprattutto per capire se la sentenza del Consiglio di Stato permette nei suoi contenuti di emanare un’ordinanza simile. Altro argomento trattato nell’incontro di ieri è stato quello della lettera inviata alle varie istituzioni, affinché non lascino soli i lavoratori di Scarlino Energia. Lettera inviata al presidente della Regione Enrico Rossi, a Marras e a tutti i sindaci del territorio. I dipendenti stanno infatti chiedendo a più riprese un faccia a faccia con le autorità, per strappare un impegno concreto per sventare la crisi del Casone, che a differenza di due mesi fa non verrà risolta in poco tempo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa