Il Tirreno

Grosseto

«L’agricoltura rischia di gettare la spugna»

La Cia furiosa per l’arrivo dell’imposta comunale sui capannoni. Rabazzi: «Balzello iniquo»

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GROSSETO

Prosegue la discussione sulle misure economiche “lacrime e sangue” volute dal Governo guidato da Mario Monti. A far sentire la propria voce, questa volta, sono gli agricoltori della Cia che accusano un notevole incremento delle imposte legate alle proprie attività. A parlare è il presidente di Cia Grosseto, Enrico Rabazzi: «È necessaria la consapevolezza, da parte di quanti hanno il compito di compiere delle scelte, che l’agricoltura vive, oramai da anni, una crisi strutturale per gli eccessivi costi di produzione, non ripagati dai prezzi di vendita». Insomma, per chi lavora in questo ambito esiste il serio rischio che, andando avanti di questo passo, il gioco non valga la candela.

Le imprese legate al settore primario hanno infatti assistito, negli ultimi mesi, ad un vero e proprio crollo dei fatturati: «Solo l’ultimo anno ha portato un calo del reddito delle aziende di oltre il 25% - ha sottolineato il presidente Rabazzi - mentre la recente manovra impone un ulteriore grave balzello al comparto agricolo: solo con l’introduzione dell’imposta municipale propria un’impresa agricola di venti ettari in una zona pianeggiante passerà, nel 2012, dai 370 euro della precedente Ici ai quasi duemila euro della nuova Imp». Quattrini che devono essere spesi per coprire il possesso di fabbricati agricoli, come un fienile o una stalla, al servizio dell’azienda e che «non sono sicuramente - sempre a parere della Cia - un bene patrimoniale in grado, autonomamente, di produrre chissà quale rendita. Tassare i capannoni equivarrebbe ad assoggettare ad imposta la catena di montaggio di un’azienda metalmeccanica». Ma non finisce qui, la Confederazione accusa infatti la cancellazione di ogni vantaggio in aliquota riservato agli agricoltori sotto i ventuno anni. Un’iniziativa definita dai vertici Cia «contraddittoria rispetto alle tanto decantate misure per il ricambio generazionale in agricoltura». Ecco che, a seguito di tutte queste motivazioni, la Confederazione italiana agricoltori di Grosseto ha deciso di incontrare tutti i lavoratori del comparto. Saranno dunque «organizzate assemblee in tutte le aree territoriali». La Cia fa inoltre sapere di essersi attivata, in accordo con le altre associazioni di categoria, al fine di condurre un’incisiva azione «tesa a sensibilizzare i Comuni in materia di fiscalità locale». (m.b.)

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