Il Tirreno

Grosseto

Estate con il relitto al porto

Le previsioni dei tecnici: più di sei mesi per la rimozione. Ma se affonda saranno anni

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di Gabriele Baldanzi

PORTO SANTO STEFANO

Se resta nella posizione attuale ci vorranno almeno 15 giorni per svuotare i serbatoi della Concordia da 2400 tonnellate di carburante e tre-sei mesi per rimetterla a galla e rimorchiarla via. Nella migliore delle ipotesi, i relitto resterà incagliato al Giglio per tutta l’estate. Se invece il relitto dovesse continuare ad inclinarsi e poi  scivolare completamente in quel fondale - profondo 50-80 metri - allora tutto si complicherebbe. E tempi di recupero allungarsi fino a 2-3 anni, a seconda della strategia d’intervento. Oggi a Livorno il governatore Enrico Rossi e il presidente della Provincia Leonardo Marras incontreranno il ministro dell’ambiente Corrado Clini per parlare anche di questo.    «La rimozione della Concordia – spiega Leonardo Marras – è indubbiamente un’operazione molto complessa e costosa. Ci vuole un progetto. I tempi dovranno stabilirli gli esperti, i tecnici. Al momento posso solo dirvi che ci sono tre società che si sono già messe in contatto con noi e con l’armatore per trovare una soluzione. Ripeto: prima di parlare di tempi è necessario valutare con attenzione la tipologia di intervento. Stiamo parlando di un “oggetto” pesante 115 mila tonnellate, dal costo di  500 milioni di euro. La società ha già ricevuto una prima diffida perché garantisca uno svuotamento dei serbatoi rapido e in assoluta sicurezza. Lo stesso armatore e le compagnie assicurative decideranno, con i periti, se e come riparare e poi spostare la nave. Stiamo parlando di una cittadina galleggiante, molto più grande di Giglio Porto».    Sia sulla banchina del Giglio che a Porto Santo Stefano ieri si è dibattuto a lungo sulle difficoltà di una riparazione-rimozione della nave. Ancora una volta tutto è affidato alla natura. Con queste condizioni meteomarine il lavoro della società olandese Smit (sono arrivate le megacisterne dove dovrà essere trasferito il carburante, ndr) dovrebbe rivelarsi agevole. Ma la bonaccia non durerà a lungo.     Di queste operazioni ne abbiamo parlato con Benito Della Monaca, argentarino, mezzo secolo di esperienza a bordo di navi di grossa stazza, dalla Sibari alla Garibaldi. «Se devo essere sincero sono preoccupato. Ma non per l’intervento in sé. Oggi è possibile fare tutto. I Neri di Livorno sono convinto che potrebbero operare sulle valvole di intercettazione, sulle paratie stagne, disincagliare la nave e rialzarla in un mese o due. Il problema è un altro. Rispetto agli ultimi giorni cambieranno i venti, le condizioni marine, e sicuramente non si lavorerà in sicurezza come in questi giorni». Per il trasporto a rimorchio della Concordia nei cantieri navali liguri è stato calcolato che serviranno almeno sei rimorchiatori, quattro davanti a trainare e due dietro per tenere la nave dritta.     Della Monaca nello specchio di mare tra Giglio e Argentario compie anche immersioni.

«Il corpo della nave ha una stabilità blanda. Un moto ondoso più consistente potrebbe spostarla e farla scivolare su fondali più profondi, che sono vicinissimi. E allora addio... Sì, perché, una volta tolto il carburante (e ci vorranno diversi giorni), a meno che non si decida di ripienare i serbatoi d’acqua, aumenterà il rischio di movimenti. Bisogna pregare che il tempo non si guasti”.    Ma non sarà così.

Già da oggi il vento proveniente farà aumentare il moto ondoso. Martedì e mercoledì i venti ritorneranno moderati e il mare resterà calmo. Un ulteriore peggioramento è in programma giovedì, con forti venti di Libeccio da sud-ovest, che arriveranno fino a 40 chilometri orari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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