Sicurezza
Emergenza rifiuti edili C’è una soluzione in vista
La Cna torna a sollecitare l’impegno delle istituzioni per aiutare le imprese E da Castel del Piano il sindaco annuncia: «Presto un’area di stoccaggio»
di Fiora Bonelli
CASTELDELPIANO
Le discariche di materiali ingombranti, ma anche di calcinacci, che sempre più spesso vengono individuate e segnalate in Amiata, riaccendono le polemiche sul riciclaggio – in particolare – del materiale edile, perché le discariche normali non accolgono questa tipologia di materiali che vanno depositati in strutture stabilite dalla legge.
Nell’Amiata grossetano la problematica, più volte presa in esame da aziende e patronati e associazioni di categoria, è tamponata da un piccolo impianto nel comune di Cinigiano, ma c’è bisogno, per lo meno, di stoccare in loco i materiali prima di conferirli alla discarica.
Torna in scena, dunque, in montagna, la questione del dove le ditte possano depositare i materiali inerti e come, al limite, poterli riutilizzare.
Maurizio Pellegrini, coordinatore della Cna Amiata, da tempo ha puntato il mirino su questa problematica e auspica degli sviluppi positivi a proposito,
«Infatti – sottolinea lo stesso Pellegrini – dopo la chiusura dell’azienda di riciclaggio degli inerti de La Bella, avvenuta qualche tempo fa, i nostri imprenditori utilizzano un impiantino a Poggi del Sasso, che tampona le esigenze delle imprese. Ma inutile dire – aggiunge Pellegrini – che il disagio c’è, perché questa è una struttura piccola, sebbene efficientissima: l’azienda di Poggi del Sasso di Michele Galeotti, infatti, vaglia i materiali, li frantuma, crea dei depositi e poi li riutilizza per riempimenti vari, per fondi stradali e altro. Il che consente il recupero e il l riciclaggio degli inerti derivanti da demolizioni edili. Infatti gli inerti derivanti dalle demolizioni edili delle imprese locali (i calcinacci, per intendersi) vengono avviati a trattamento e recupero: trattati, frantumati, depurati da scorie e altri materiali inquinanti; dopo di che la legge stabilisce che possano essere riutilizzati in opere per sottofondi stradali, rilevati, riempimenti o altri usi. Si tratta di un ciclo ottimale, sottoposto a stretta sorveglianza da parte delle autorità competenti, che consente di riutilizzare un materiale reso innocuo dal trattamento anziché dover utilizzare breccia, pietre o altro materiale che deve necessariamente essere estratto dal terreno».
Addirittura, ricorda il coordinatore di Cna Amiata, «le norme in materia prescrivono, in determinati casi, un utilizzo non inferiore al trenta per cento di tale materiale riciclato allorché devono essere effettuati particolari lavori pubblici».
Insomma, un potenziale business, oltrechéun decisivo contributo alla salute dell’ambiente.
«Anche in considerazione di tutto questo – conclude Pellegrini– avevamo cercato, come Cna di coinvolgere le amministrazioni comunali per vedere se riuscivamo a fare qualcosa per le imprese che devono disfarsi di inerti e so che qualcosa si sta facendo»
E cosa si stia preparando ce lo spiega il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci: «Vorremmo predisporre, afferma, una sorta di stoccaggio di materiali in località Santa Lucia a Castel del Piano e questo alleggerirebbe di molto gli impresari. Ma le procedure sono complicate e delicate e non pochi i problemi burocratici che ci stiamo trovando davanti. In ogni caso – conclude Franci – posso garantire che ci stiamo muovendo e che ora è solo una questione di atti da espletare».
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