Il Tirreno

Grosseto

Castiglione piange Carlo Fruttero

Enrico Giovannelli
Castiglione piange Carlo Fruttero

Addio allo scrittore di Roccamare, a settembre aveva ricevuto la cittadinanza onoraria. Camera ardente in Comune

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

È morto ieri, all’età di 85 anni nella sua casa di Castiglione, Carlo Fruttero uno dei più grandi scrittori italiani del dopo guerra.

Solo lo scorso 18 settembre il Comune lo aveva insignito della cittadinanza onoraria, con una cerimonia nella sua villetta di Roccamare. La notizia della scomparsa è stata ribattuta dai principali quotidiani nazionali fin dalla serata. Il nome di Carlo Fruttero sarà per sempre legato a quello di Franco Lucentini: una collaborazione “storica” fra i due scrittori torinesi, piena di successi letterari, iniziata nel 1952, quando il celebre sodalizio diede vita a romanzi e storie di successo, diventando poi noti anche come F&L o “la ditta”. Dal 1961 al 1986 i due romanzieri, giallisti e traduttori, ma anche inseparabili amici, hanno diretto insieme la collana di fantascienza “Urania” per Mondadori. Tra i titoli più noti della coppia, “La donna della domenica” del 1972, il bestseller di ambientazione torinese che è poi diventato anche un film tra i più amati degli anni Settanta. Negli ultimi anni, dopo la morte di Lucentini nel 2002, Fruttero non aveva più intenzione di scrivere, finché nel 2006 ha pubblicato per Mondadori “Donne informate sui fatti”, finalista del Premio Campiello 2007, e la riedizione, sempre per Mondadori di “Ti trovo un po' pallida”. Nel 2010 esce “Mutandine di chiffon” (Mondadori), una raccolta di scritti dichiaratamente d' occasione, prodotti a richiesta di giornali, riviste, libri bisognosi di prefazione. Sempre del 2010, infine, il libro scritto con Massimo Gramellini, “La Patria, bene o male” (Mondadori). Nel 2007 Carlo Fruttero riceve il Premio “Chiara” alla carriera, e nel 2010 è il primo vincitore del “Campiello” alla carriera. Con Castiglione della Pescaia Carlo Fruttero ha sempre avuto un rapporto speciale, indissolubile. Se ne era innamorato fin dagli anni Sessanta-Settanta, e anche le figlie avevano iniziato a studiare nella cittadina costiera giovanissime. Negli anni il rapporto si è sempre più consolidato: la villetta di Roccamare, immersa nella pineta a qualche centinaia di metri dal mare era il suo buen ritiro, dove gli amici potevano venire a trovarlo specialmente durante l’estate, circondato dall’affetto della famiglia.

E lo scorso anno il Comune aveva deciso di rinverdire l’antica presenza di un personaggio così “famoso” e discreto, onorando Fruttero con le chiavi della città, e la cittadinanza onoraria, proprio nel giorno del suo compleanno (era nato il 19 settembre del 1926). La cerimonia fu semplice, come gli atteggiamenti che lo scrittore ha sempre tenuto nei confronti della cittadinanza. Nel giardino della villetta per qualche ora incontrò i rappresentanti dell’amministrazione, presente il vice sindaco Sandra Mainetti, raccontando aneddoti e il suo “amore” per Castiglione, considerato un luogo ideale per rigenerarsi e trovare l’ispirazione. Il fisico non era più quello di un tempo, ma la mente era ancora lucidissima e incisiva. Anche durante l’estate gli fu dedicata una serata durante gli incontri di Castiglione… in arte, alla quale partecipò la figlia, Maria Chiara Fruttero, anche lei scrittrice, per parlare della Maremma e delle tradizioni popolari.

La camera ardente sarà allestita in Comune a Castiglione della Pescaia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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