Sicurezza
Quaranta ricoverati il piano di emergenza è stato perfetto
Attivato dall’Asl il protocollo “Peimaf”, la macchina è stata efficiente dal porto fino agli ospedali coinvolti
GROSSETO
La macchina della sanità ha funzionato come un orologio. È stata attivata la procedura “Peimaf” (Piano emergenza interna massiccio afflusso di feriti) e ogni componente del sistema ha portato il proprio mattone.
Decisivo è stata, a Porto Santo Stefano, l’allestimento di un Pma (presidio medico avanzato), di fatto un piccolo ospedale da campo dove è stato fatto il primo triage, cioè la prima valutazione delle condizioni di salute delle persone. Da quello allestito sul porto sono passate circa 4200 persone: «E - dicono dall’ospedale - non c’è stata una valutazione sbagliata. I feriti, più o meno gravi, sono stati inviati nei posti corretti, senza rallentamento alcuno».
Il Pma di Porto Santo Stefano, montato nell a notte di venerdì, è stato smontato ieri pomeriggio intorno alle 17.
Negli ospedali di Orbetello e di Grosseto il personale ha trattato con efficienza tutti i casi. Due quelli più gravi: una donna giovane, con un violento trauma facciale, è stata inviata al reparto fiorentino di Neurochirurgia del professor Mennonna, mentre un membro dell’equipaggio, con un trauma spinale, è stato trasferito a Siena. «Anche il meccanismo di trasferimento con gli elicotteri Pegaso e Pegaso2 (di stanza a Massa, ndr), ha funzionato come un orologio».
Complessivamente sessantasette persone hanno avuto bisogno di un controllo medico approfondito, comprese anche le due più gravi. Fra queste quarantadue sono state ricoverate e una decina trasportate con gli elicotteri.
Nel corso della giornata di ieri, però, molti casi sono stati risolti e le persone sono state dimesse: «Nessun medico - dicono dall’ospedale - si è risparmiato, in molti casi superando abbondantemente il proprio orario di lavoro».
E i complimenti sono arrivati dalla direzione aziendale della Asl 9 di Grosseto che «esprime il proprio ringraziamento a tutto il personale sanitario - medici e infermieri - al personale di supporto e al volontariato per la tempestività, l'impegno, l'abnegazione e la generosità con la quale hanno prestato soccorso, assistenza e cure ai naufraghi.
Il personale del 118, dei Pronto soccorso, delle sale operatorie, di tutti i reparti e le strutture ospedaliere coinvolte nel piano di emergenza, la maggior parte dei quali si sono presentati spontaneamente.
Il lavoro ininterrotto per tutta la notte e il giorno successivo e il loro impegno, ha potuto assicurare ai naufraghi, ai feriti e ai loro familiari il massimo possibile dell'assistenza e della tempestività nelle cure». (g.f.)
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