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RIFIUTI

«Non c’è discrezionalità nelle scelte dei Comuni»

GROSSETO «Non esiste discrezionalità di scelta da parte di un singolo Comune e, in caso di mancati conferimenti, l’inadempiente potrebbe essere citato per danni dal concessionario o dagli altri...

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GROSSETO

«Non esiste discrezionalità di scelta da parte di un singolo Comune e, in caso di mancati conferimenti, l’inadempiente potrebbe essere citato per danni dal concessionario o dagli altri Comuni conferenti». La precisazione è di Massimo Ricci, ex vicepresidente dell’Ato Toscana sud, ed è relativa all’ok dato dal sindaco di Follonica, Eleonora Baldi, ai rifiuti a Strillaie e al cdr. Evidenziato che gli Ato erano dei consorzi obbligatori tra comuni «per dare attuazione alle scelte dei piani provinciali dei rifiuti,e per individuare il gestore unico di ambito», Ricci sottolinea che l’impianto delle Strillaie di Grosseto «è stato oggetto di un bando di gara europeo con le modalità della finanza di progetto. Il bando era per la progettazione, costruzione,concessione di un impianto di selezione compostaggio e produzione di cdr. I conferimenti all'impianto sono il rifiuto indifferenziato, l'organico e gli sfalci verdi (potature), e sono obbligatori in forza delle scelte del piano provinciale dei rifiuti (2002) e della convenzione tra ato 9 grosseto e il concessionario dell'impianto (18/4/05) aggiudicatario della gara». Non esiste discrezionalità e «approssimandosi l'inizio del collaudo del suddetto impianto (17 gennaio) l'argomento è stato oggetto di uno specifico punto all'ordine del giorno dell'assemblea di ambito del 28 novembre scorso: «In quella sede è stata predisposta e concertata una lettera tipo di intenti che ognuno dei Comuni della provincia di Grosseto è tenuto a sottoscrivere». Ricci aggiunge che «in merito a ipotetiche scelte alternative, sul tipo di quelle effettuate dai Comuni della Val di Cornia, è bene ricordare che si tratta di cose completamente diverse. La scelta dei Comuni che chiedono di essere associati alla area vasta Arezzo, Siena Grosseto, attiene al piano gestionale, non alle scelte di pianificazione predisposte dalla provincia di Livorno».

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