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Il centro Lazzaretti guarda avanti

Il neo presidente Pastorelli: «Piani culturali ad ampio spettro»

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ARCIDOSSO

Il Centro Studi David Lazzaretti di Arcidosso cresce e progetta una nuova politica culturale. Infatti il centro ha in cantiere, per questo nuovo anno, l’avvio della seconda parte della sua mission e proverà anche a fare il gran salto: trasformarsi da centro studi dedicato esclusivamente a Lazzaretti, a centro culturale a vasto raggio, proponendosi come punto di riferimento della ricerca del territorio amiatino.

Spiega progetti e strategie, Marco Pastorelli, neo presidente, dopo le dimissioni dalla prima carica, di Pier Luigi Marini che, pure, dopo aver dichiarato qualche mal di pancia e necessità di forze fresche, è rimasto dentro il comitato scientifico che guida il sodalizio.

Da dove si riparte?

«Ho bisogno dell’esperienza maturata da Marini, e per fortuna ha deciso di restare dentro il gruppo. Per questo 2012, continua Pastorelli, abbiamo in animo di organizzare un grande convegno sulla figura di David, inserendo la sua avventura nell’età risorgimentale, con pubblicazione degli atti, così come abbiamo fatto per il convegno ultimo. La nostra cadenza convegnistica è biennale e dunque gli sforzi saranno focalizzati in gran parte qui. Ed è molto significativa la pubblicazione dei risultati nei nostri quaderni. Ricordo anche che il comune sta predisponendo per il nostro centro dei locali nuovi nel palazzo municipale e stiamo completando il sito internet dedicato a David. Da qui si potrà accedere a tutta la bibliografia su questo personaggio e scaricare i materiali in Pdf».

A questo punto il Centro ha quasi completato la raccolta di documenti e oggetti relativi a Lazzaretti?

«Praticamente sì – risponde Pastorelli –. Mancano davvero poche cose: completare il secondo volume degli scritti di David, e riuscire ad accedere alla raccolta dell’archivio segreto del Vaticano dove sono custoditi documenti importanti. Per gli oggetti, poi, vorremmo portare ad Arcidosso ciò che c’è di David al Museo delle tradizioni popolari di Roma».

E i luoghi di David? Monte Labbro?

«Dobbiamo riprendere in mano la manutenzione della cartellonistica e questo, credo, lo faremo a livello di volontariato»

Ma avete in mente di andare anche oltre la ricerca sul personaggio?

Già il convegno che stiamo preparando vuole inquadrare David nella stagione del risorgimento, nella cultura religiosa di fine Ottocento, con un ampio respiro, per non stringere questa esperienza umana e sociale e religiosa nell’ambito localistico. Questo, intanto, ci dà l prima possibilità a studi di vasto raggio, che vanno oltre quello specifico su David. E d’altra parte abbiamo in animo di dare al centro un taglio culturale di grande respiro e crescere e proporci chiaramente come centro di aggregazione culturale amiatino. Sviluppare la ricerca, insomma, senza che essa sia necessariamente legata a Lazzaretti.(f.b.)

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