Attenzione
Arcidosso, attesa per il giudice di pace
Ancora nulla di fatto a un mese dall’incontro tra i sindaci dell’Unione speciale dei Comuni
ARCIDOSSO
Nulla di fatto dopo un mese dall’incontro fra vertici dell’Unione speciale dei comuni dell’Amiata grossetana, sindaci, assessori comunali e avvocati della montagna sul “salvataggio” dell’ufficio del giudice di pace.
Lo sottolineano alcuni esponenti delle liste civiche di Arcidosso che sperano ancora che non scompaia dall’Amiata un ennesimo servizio per i cittadini, un’istituzione storica arcidossina, che rischia l’eliminazione nell’ambito della razionalizzazione di queste strutture. Nell’incontro di un mese fa il presidente dell’Unione aveva dichiarato che l’istituzione era disposta (se è nelle sue facoltà e con certi limiti) a “salvare” l’ufficio del giudice di pace di Arcidosso, in odore di aggregazione con Grosseto, secondo le ultime disposizioni di legge.
Alzata di scudi degli avvocati e disponibilità istituzionale entro certi limiti: se il ministero pagherà il giudice di pace, i comuni potrebbero mettere a disposizione tutto l’apparato amministrativo sia strutturale che di risorse umane: oltre i locali che naturalmente devono essere a norma, anche l’impiegato amministrativo addetto alle pratiche del giudice di pace deve avere, però, certi requisiti. E dunque, senza che sia necessario assumere nuovo personale, potrebbero essere i comuni stessi a rendere disponibile un impiegato per svolgere col giudice le mansioni amministrative.
Arrivati a questo punto, però, nessun passo in avanti è stato fatto da un mese a questa parte e manca di concretizzare il tutto: «Lunedì – spiega il presidente della conferenza dei sindaci Emilio Landi – chiederemo un incontro col presidente del tribunale di Grosseto per avere elementi di certezza operativa, poi valuteremo».
«Per ora istituzionalmente le cose sono ferme – spiega Coppi responsabile amministrativo dell’Unione –. Sappiamo soltanto, a questo punto della vicenda che il personale dell’ufficio (a parte il giudice) potrebbe essere turnante e messo a disposizione da vari comuni. Sappiamo anche che, grosso modo, i costi effettivi per l’apertura della sede (consumo elettricità, riscaldamento, pulizie ecc), si aggirano intorno ai 45mila euro all’anno. Ma atti ufficiali ancora non ve ne sono stati».
Intanto le liste civiche premono perché qualcosa si muova e sollecitano l’incontro col presidente del Tribunale di Grosseto per cercare di sbloccare la situazione ed avere finalmente certezze sulla permaneza dell’ufficio del giudice di pace nel territorio.(f. b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google