Attenzione
Aperture dei negozi Fare Grosseto contro le domeniche libere
Al centro delle preoccupazioni del movimento c’è la famiglia «Incomprensibile l’entusiasmo dell’assessore Cerciello»
di Maurizio Bernardini
GROSSETO
Serrande alzate quando e quanto si vuole. Una facoltà, non un obbligo: l'indicazione è venuta dal governo. Eppure sono in molti a continuare a protestare e dichiarare la propria contrarietà alla liberalizzazione degli orari e delle aperture dei negozi. Dissidenti nei confronti di una legge che comunque va rispettata.
Dopo sindaci, associazioni di categoria e Regione arriva l'ennesima voce contraria, quella di Fare Grosseto, il movimento presieduto da Amedeo Gabbrielli. «Bisogna lavorare per vivere, non vivere per lavorare», dice sottolineando lo slogan scelto per promuovere quella che sembra una crociata. È la famiglia a essere al centro dell'attenzione del movimento, che si dice preoccupato per gli effetti che una completa e incontrollata deregulation potrebbero avere.
«La domenica libera – afferma Vera Bardi, di Fare Grosseto – porta vantaggi per la famiglia e questo vale ancora di più nei giorni superfestivi, come il 26 dicembre o il primo gennaio, date in cui i supermercati grossetani sono rimasti aperti al pubblico». Una posizione completamente opposta a quella di Conad, che ha annunciato l'assunzione di diverse decine di dipendenti, addirittura con contratti a tempo indeterminato, proprio in virtù della liberalizzazione e dell’aspettativa di un giro d'affari destinato a crescere.
Fare Grosseto esprime, inoltre, sorpresa per il modo in cui l'assessore al commercio del capoluogo maremmano, Emanuel Cerciello, ha accolto la novità: «non comprendiamo il manifestato entusiasmo dell'assessore», fanno sapere dal movimento. Il riferimento è ai tentennamenti dell'Udc che, sempre secondo Fare Grosseto, non terrebbe una posizione unanime in Italia.
«È assurdo – sostiene Bardi – proporre l'aumento delle aperture domenicali a fronte di numerose chiusure degli esercizi locali per i costi insostenibili e il calo dei consumi». È anche per queste ragioni, oltre che per esprimere «sdegno verso gli eccessi e l'esasperazione di un consumismo solo per fare cassa», che il movimento dichiara di allinearsi al pensiero del partito Amo l'Italia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google