Il dolore
Telefoni di Palazzo, linee bollenti
Alleanza per il Futuro contro le chiamate a spese dell’Ente
ORBETELLO
Altro che risparmi: sui telefoni l’attuale giunta comunale di Orbetello si concede sprechi e privilegi mai visti prima.
Così, almeno, dice Jacopo Padovani, presidente dell’associazione Alleanza per il Futuro. Il quale, dopo aver letto il disciplinare del regolamento dell’utilizzo delle attrezzature informatiche e dei telefonini del Comune di Orbetello approvato con delibera di giunta a novembre, attacca.
In particolare Padovani ce l’ha sulla parte di regolamento che interessa utenze di telefonia mobili e aziendali.
«Gli articoli – scrive – prevedono la nascita di due profili di utilizzo e cioè “aperto” (cioè senza nessuna limitazione in Italia e all’estero al fine di garantire lo svolgimento delle funzioni istituzionali anche fuori sede e garantire la reperibilità) e “limitato” (con possibilità di chiamate verso numeri del gruppo, verso gli uffici comunali e verso una lista definita di numeri). I soggetti che possono usufruire di tale servizio sono sindaco (profilo aperto), assessori, presidente del consiglio, segretario comunale, dirigenti e comandante della polizia municipale, oltre ai soggetti con esigenze di reperibilità (profilo limitato). C’è da dire –precisa Padovani –che è possibile creare una doppia fatturazione al fine di distinguere le chiamate istituzionali”da quelle private».
E allora? «Nulla di cui stupirsi – dice Padovani – se non due domande: in un periodo di crisi economica generale era così necessario dotarsi di utenza telefoniche nuove a carico dei contribuenti? Nei 14 anni di amministrazione precedente, e credo anche nella storia del Comune di Orbetello, nessun assessore, dirigente e segretario ha mai avuto un’utenza telefonica intestata e pagata dal Comune».
Padovani ricorda anche «la paventata realizzazione del gabinetto politico del sindaco», e ribadisce: «Non c’era necessità di questa novità dopo 14 anni nei quali ognuno si era fatto carico delle spese telefoniche per svolgere il proprio mandato. Siamo certi e auspichiamo che ci siano delle prese di distanza. Ma intanto gli atti ci sono, e questo vuol dire che tutto ciò è stato approvato dalla maggioranza degli amministratori».
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