Il Tirreno

Grosseto

Polo universitario, missione salvataggio

Enrico Pizzi
Polo universitario, missione salvataggio

Dimagrimento in vista ma gli enti locali sono disponibili a continuare a sborsare 200mila euro a testa

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GROSSETO

Contratti di solidarietà, ammortizzatori sociali e nuovi progetti per salvare il più possibile dei 25 posti di lavoro del Polo universitario grossetano dopo la riduzione dei corsi universitari. Ieri si è tenuto un primo incontro, al quale hanno partecipato il sindaco Emilio Bonifazi, il presidente della Provincia Leonardo Marras, il presidente della Camera di Commercio, Gianni Lamioni, il presidente del Polo e rettore dell'Università di Siena, Angelo Riccaboni, il segretario della Cgil, Lorenzo Centenari e i delegati della Rsu.

Il tavolo ha avviato un confronto che servirà ad affrontare le conseguenze della riforma Gelmini per il Polo universitario grossetano, salvaguardando il più possibile le risorse economiche e umane. I tempi dovranno essere necessariamente brevi: non sono state fissate scadenze, ma una decisione sul percorso da compiere sarà presa, verosimilmente, entro febbraio.

Si tratta di trovare una risposta soddisfacente a una situazione che si è venuta a creare per tutta una serie di concause: la riforma Gelmini ha costretto l'Università di Siena a un dimagrimento che ha portato ad una riduzione dei corsi di laurea attivati, con la conseguenza che da una parte è stato chiusa del tutto l'esperienza decentrata di Arezzo, dall'altra sono stati chiusi due corsi su tre a Grosseto, dove resta solo il coso di laurea in Economia, mentre nei prossimi due anni andranno a esaurimento i corsi in Archeologia e in Giurisprudenza.

Il quadro non è dei migliori, eppure dall'incontro del tavolo interistituzionale di ieri emerge un atteggiamento positivo soprattutto da parte dei tre principali enti soci del Polo universitario - Provincia, Comune di Grosseto e Camera di commercio - che, intanto, hanno confermato la disponibilità a continuare a finanziare il Polo con 200mila euro a testa, garantendo, dunque, 600mila degli 800mila euro necessari, oggi, a coprire i costi del Polo universitario grossetano.

Sarò, poi, necessario, un dimagrimento della struttura, ma la sensazione - positiva - è che non ci sia l'idea di accompagnare un'agonia. L'obiettivo pare essere quello di tutelare il più possibile i posti di lavoro e guardare al futuro del Polo universitario, e la strategia possibile è fatta, per il breve periodo, di contratti di solidarietà, per i dipendenti che resteranno in carico al Polo, senza escludere l'utilizzo di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione e la mobilità, mentre nel medio lungo periodo si guarda a nuove progettualità.

La prima, e più immediata, è quella che interessa il laboratorio di ricerca di Orbetello, dove operano 4 ricercatori e un tecnico di laboratorio: personale e struttura potrebbero essere riconvertiti. "Dietro nostre sollecitazioni - ha detto il segretario della Cgil Centenari - dovrebbe scaturire una prospettiva interessante per quanto riguarda la nascita di un polo tecnologico della qualità agroalimentare".

Per quanto riguarda, poi, il futuro del resto della struttura, l'idea che prevale è quella di creare progettualità che consentano di assorbire buona parte del personale, attraverso la realizzazione di master, summerschool anche in collaborazione con Archeologia e Giurisprudenza, salvaguardando così anche quello che è possibile di una formazione di alto livello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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