Italia
Monica ribadisce: «Sarò il Commissario»
Orbetello, la Paffetti chiarisce la decisione sua e della giunta. «L’opposizione? Sindaci mancati che chiacchierano al bar»
di Claudia Della Verde
ORBETELLO
Monica Paffetti rompe il silenzio e dice la sua sui temi più caldi dell’ultimo periodo. Primo fra tutti il commissariato della laguna e il relativo dibattito dentro e fuori la giunta. E poi il sempre rovente problema dell'autostrada, i progetti “partecipati” con la cittadinaza e, per concludere, un monito alle opposizioni.
Il futuro del Commissario per la laguna ha fatto affiorare divergenze all’interno dello schieramento “Uniti per il Cambiamento”. Se da una parte Sel ha detto chiaramente di non gradire “doppi incarichi”, e dunque una candidatura del sindaco a quel ruolo, dall’altra la giunta – di cui Sel è parte –si è espressa in modo diverso.
Sindaco Paffetti, che succede nella coalizione? Il nuovo Commissario sarà lei o no?
« Martedì scorso ci siamo incontrati in giunta e abbiamo ratificato all’unanimità la scelta già discussa nell'accordo di programma presentato dalla Regione, che prevede, col passaggio alla fase ordinaria della gestione lagunare nel prossimo giugno, il Comune e il sindaco come soggetto attuatore. Su questa linea, la giunta ha espresso la volontà di vedere il sindaco nel ruolo del commissario, come è stato negli anni passati, “Derolandizzando” (l’attuale Commissario è Rolando Di Vincenzo, ex sindaco, ndc.) definitivamente Orbetello».
Sel però non sembra del tutto d’accordo...
«Ci sono opinioni diverse. L’assessore Ragusa ha espresso le sue perplessità ed è poi convenuto col parere dell’amministrazione. La giunta continua ad essere compatta nelle proprie scelte, anche nell’affrontare il tema della localizzazione dell'impianto a biomasse algali a scopi energetici, ritenendo necessaria una valutazione di impatto ambientale sulla zona agricola protetta di Patanella e verificare se davvero c’è necessità di un impianto del genere».
E sull’autostrada ci sono sviluppi? Quali sono i rapporti con Sat?
«Silenzio assoluto, da parte di Sat, che dopo l'ultimo incontro alla Parrina e alla Regione non si è più pronunciata riguardo alle nostre osservazioni. Anche se al momento siamo fermi sul discorso variante, ben vengano nuovi progetti e alternative da portare in discussione. Con il cambio di governo, e tutte le complicazioni economiche connesse, vedremo le prossime mosse. È chiaro comunque ci muoveremo per la scelta meno dolorosa per il territorio».
Alcune associazioni hanno lamentato delusione per non aver avuto risposte sui progetti di riqualificazione dell’Idroscalo. Lo slogan Compartecipiamo è ancora valido, ci si vuole ancora muovere nei lavori pubblici a braccetto con la cittadinanza?
«Quello dell'idroscalo è un argomento importante, siamo di fronte a un regolamento urbanistico che deve seguire delle opzioni. È nostra intenzione riaprirlo per portare qualche modifica. Fondamentale mettersi nell’ottica di una riqualificazione totale e non a scaglioni, il pacchetto va preso intero. La volontà di ascoltare i cittadini c’è sempre, così come le complicazioni dell’iter obbligatorio che dobbiamo seguire a livello urbanistico. Siamo tutti d’accordo con la piscina, il campo sportivo e le altre strutture, ma non vogliamo una cattedrale nel deserto, tutto va inserito in un progetto completo. A fine mese, col nuovo dirigente, valuteremo tutte le proposte. Una prima prova di ascolto è stato l’appoggio ai commercianti per la creazione del Centro commerciale naturale di Orbetello».
E di fronte a questa opposizione così agguerrita, quale atteggiamento assume la sua giunta e lei personalmente?
« Ci aspettavamo un’opposizione più politica e indirizzata a scelte amministrative. Si tende a criticare la persona più che il suo ruolo, creando chiacchere da bar e accanimento inutile. Il fatto che a proporre queste critiche siano tutti “mancati sindaci” è già una risposta. Stiamo tagliando le spese anche eliminando un dirigente da 100 mila euro l’anno, abbiamo risparmiato il 75% sulla telefonia mobile e coi telefoni in comodato d’uso. I vecchi amministratori hanno speso 3 milioni di euro per il Palazzo di piazza del Popolo, non fruibile perché i lavori sono stati eseguiti in modo vergognoso, così come la torre dell’orologio, dove stiamo aspettando la quarta ditta. Ci chiediamo se sia un caso. Alla fine dei cinque anni faremo i conti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google