Il Tirreno

Grosseto

Linee elettriche sicure per il nibbio

Conclusi i lavori dell’Enel su 37 chilometri di alta tensione: ora il rapace, tornato sull’Amiata, non corre pericoli

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di Fiora Bonelli

SEMPRONIANO

Il nibbio reale, lo stupendo rapace che da qualche anno è tornato a popolare il cielo dell’Amiata, adesso si potrà posare in tutta sicurezza sui fili dell’alta tensione che attraversano le valli ai piedi del Monte Labbro.

Si sono infatti conclusi con successo i lavori di messa in sicurezza delle linee elettriche, effettuati da Enel nell’ambito del progetto “Life Natura Save the Flyers”, per il ritorno del nibbio reale tornato a nidificare in Toscana dopo 40 anni.

I lavori sono stati eseguiti a Semproniano ed hanno visto i tecnici di Enel Sviluppo Rete – Distaccamento di Grosseto sostituire l’armamento dei pali e isolare i conduttori nei punti di fissaggio sugli isolatori, per garantire l’incolumità dei rapaci.

Questo di Semproniano è il primo lotto, che misura 14 chilometri, di un intervento complessivo per 37 chilometri di linee, che saranno completate nelle prossime settimane con lavori in tutta l’area amiatina e maremmana.

In questo primo segmento, di 4 chilometri, è stato sostituito anche tutto l’armamento dei pali esistenti con un altro tipo di box, aumentando la distanza delle parti in tensione con quelle a terra.

Un grande lavoro di squadra, perché tra i tecnici Enel e quelli della ditta appaltatrice, lavorano sul campo 10 persone, oltre a quelle che operano nell’ambito del progetto a livello non operativo. Un impegno, questo, portato a compimento da Enel, partner, insieme a altri soggetti di un delicatissimo programma di reintroduzione del nibbio, frutto della collaborazione tra naturalisti e ornitologi di Italia, Francia e Svizzera, coordinato dai naturalisti di Biodiversità sas incaricati dalla Comunità Montana Amiata Grossetana dell’assistenza naturalistica al project manager, con l’appoggio delle associazioni venatorie Arcicaccia e Federcaccia.

Il programma di reintroduzione, sorretto dal cofinanziamento dello strumento finanziario Life della Comunità Europea e il supporto della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto, che ha avuto il suo fulcro nel Cerm (Centro rapaci minacciati) di Rocchette di Fazio (Semproniano), di proprietà della ex Comunità Montana Amiata Grossetana, oggi Unione dei comuni, si è concretizzato, a partire dal 2007, con il rilascio di nuovi esemplari che si sono aggiunti, volta per volta a quelli liberati che sono costantemente monitorati, attività portate avanti da uno staff molto motivato che comprende, tra gli altri, giovani biologi locali. Altri partner del progetto sono stati, da subito, la Comunità Montana dell’Esino Frasassi ed Enel Distribuzione che ha pianificato interventi per la messa in sicurezza delle linee elettriche e che supporta le attività di monitoraggio dei nibbi rilasciati (radiotracking, webcam). Punto privilegiato di osservazione è il suggestivo borgo medioevale di Rocchette di Fazio, un pugno di case all’apice di uno sperone roccioso che si affaccia sull’Albegna e sulle pareti di Rocconi.

«È qui vicino che, a partire dal 2007 - spiega Franco Ulivieri presidente Unione comuni Amiata grossetana - giovani nibbi reali prelevati da nidi della Corsica e del Cantone di Friburgo (Svizzera) vengono liberati ed è in queste campagne che stanno nidificando. Con un po’ di fortuna li si vede volteggiare sui campi in cerca di piccole prede come roditori e rettili, ma anche insetti e lombrichi. Si distinguono facilmente dagli altri rapaci di quest’area per le loro grandi dimensioni, il piumaggio variopinto (ruggine, bianco, grigio e nero), la coda forcuta e il volo acrobatico, come quello di un aquilone, che attrae ornitologi e appassionati di birdwatching, come i soci del Gruppo Ornitologico Grossetano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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