Il dolore
La perizia: i medici non sono responsabili
Cura e diagnosi in ritardo, i risultati dell’incarico disposto dal gip per la morte di Ferruccio Fontani
GROSSETO
«Individuare la causa di morte di Ferruccio Fontani non è agevole, in quanto i dati documentali e autoptici non sono univoci. Non è possibile pertanto esprimerci in termini di ragionevole certezza sulla causa della morte e da questo discende la impossibilità di esprimere un parere sulla responsabilità professionale degli operatori che lo ebbero in cura dall’8 dicembre 2008 al 10 gennaio 2009». Queste parole chiudono la perizia medico-legale che il professor Mario Gabbrielli ha eseguito su incarico del gip Valeria Montesarchio, conferitogli nel luglio scorso. Per quel decesso, avvenuto all’ospedale di Siena dopo l’incidente avvenuto a Triana (la caduta da un olivo da 3 metri di altezza), sono indagati per omicidio colposo in nove. Nove medici che a seconda dei ruoli avrebbero avuto una responsabilità nel decesso di Fontani, 72 anni, di Semproniano, per grave ritardo diagnostico e terapeutico. Sono Simone Governi e Valerio Lunghi medici radiologi, Pierfrancesco Perani ortopedico, Alberto Del Corona neurologo, Gianandrea Badiani ortopedico, Claudio Paradiso direttore dell'unità operativa di neurologia presso cui prestano servizio i medici Manuele Bartalucci, Alberto Del Corona e Simone Gallerini; infine il dottor Sergio Pieri. Lo specialista ravvisa il «marchiano ritardo diagnostico» (il danno midollare sarebbe stato evidente alla Tac dell’8 dicembre 2008) ma non è in grado di dimostrare il nesso causale. L’autopsia non ha evidenziato l’origine del sanguinamento nella cavità cranica ma non ci sono legami con i traumi né con il ritardo diagnostico. Forse vi è stato un concorso tra «perdita ematica, parziale ematica, parziale compromissione respiratoria e cardiopatia di cui l’uomo era affetto». C’era un sanguinamento anche gastrico conseguenza di stress da traumatismo e trattamenti terapeutici conseguenti ma «non si può attribuire il sanguinamento a responsabilità professionale. Il ritardo diagnostico non fu infatti determinante, in quanto tutti i trattamenti (compreso l’intervento chirurgico) sarebbero stati comunque intrapresi» e comunque vi è stato un trattamento farmacologico con farmaci potenzialmente gastrolesivi». Alla perizia avevano partecipato vari consulenti: per la famiglia il professor Lorè, per i medici i dottori Martini, Cipriani, Perani, De Falco. Adesso l’appuntamento davanti al gip è stato fissato per il 10 maggio.
Pierluigi Sposato
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