Il dolore
«Gli ospedali periferici non si toccano»
Asl 9: Il dg Mariotti, confermato per altri tre anni, disegna il futuro della sanità in Maremma in tempi di crisi. E di tagli
di Guido Fiorini
GROSSETO
Per i prossimi tre anni Fausto Mariotti, 63 anni fra poco, sarà ancora il direttore generale dell’Asl 9.
Dopo la proposta della commissione sanità, giovedì 12 il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha firmato il decreto di nomina. Entro qualche giorno Mariotti sceglierà il suo staff. Che, sarà interamente confermato, a partire dal fido Danilo Zuccherelli, nel ruolo di direttore sanitario. Nei corridoi dell’Asl («ma nei corridori dell’Asl si produce più che in sala operatoria...» scherza lo stesso Mariotti) si dice che i due siano perfettamente calati nel ruolo del “poliziotto cattivo e poliziotto buono”. Certo è che la coppia è affiatata.
Nei prossimi anni dovrà dimostrarlo. Facendo i conti con le risorse sempre più limitate e con il Piss (Piano integrato sanitario regionale) per il 2012-2015 del quale circola già una bozza, non troppo rassicurante soprattutto per i 4 piccoli ospedali periferici.
Ma anche con un piano di investimenti importante, 130 milioni da spalmare su almeno cinque anni, che ha in testa la realizzazione del nuovo ospedale Misericordia.
Pronto alla sfida direttore?
«Se non fossi pronto non sarei qui. Ma le difficoltà non mancheranno. Certo è che ci stiamo già lavorando. Insieme alle Società della Salute, al Sant’Anna, all’osservatorio provinciale e alla fondazione Zancan abbiamo realizzato uno screening completo dello stato di salute della popolazione, dello stato dei servizi erogati e delle maggiori criticità sociali e sanitarie. Così abbiamo un quadro esatto con il quale confrontarci quando sapremo le risorse disponibili. Insomma, se ci sarà da razionalizzare, lo faremo “cum grano salis”, non a caso».
Parla dell’offerta ospedaliera. E del futuro dei piccoli ospedali.
«Noi abbiamo il più basso tasso di ospedalizzazione della Toscana e, quindi, d’Italia. Significa che i bisogni sappiamo intercettarli già sul territorio. Certo è che il nuovo piano regionale, che aspettiamo in forma definitiva fra febbraio e marzo, mette dei criteri per gli ospedali. Non ci sono, però, ancora scelte definitive. Mentre alcuni dipartimenti potrebbero essere addirittura organizzati per area vasta. Questo ha una sua logica: i numeri dicono che aver riunito a Grosseto i punti nascita ha migliorato il livello di mortalità infantile, abbiamo il secondo miglior risultato in Toscana. Ragionando con lo stesso metro, non ci vedrei niente di strano se gli interventi per il cancro alla mammella, e il conseguente recupero, fisico e funzionale, fossero su una logica di area vasta. Quello che pretendo, però, è che tutti i professionisti interessati siano messi sullo stesso piano».
Torniamo agli ospedali. Cosa succederà a Pitigliano, Castel del Piano, Orbetello e Massa Marittima?
«Poco o nulla. I criteri prevedono equità di fruizione in base ai livelli sociali ed economici, ma anche in rapporto alle distanze. Quindi gli ospedali resteranno e continueranno a dare un servizio alla popolazione. Che, comunque, adesso ha una mobilità migliore sul territorio rispetto a trent’anni fa. E la sfrutta per avere prestazioni che ritiene migliori».
Ci spieghi come sarà il meccanismo dell’emergenza nel prossimo trienno. Soprattutto nelle zone più lontane.
«Ogni ospedale avrà il suo pronto soccorso, sgombriamo il campo dalle voci di chiusura. Inoltre stiamo addestrando personale infermieristico che affianchi medici specializzati nello stabilizzare i pazienti sul posto dell’incidente: questi team si muoveranno con auto di soccorso, in modo veloce. Infine ci saranno le piazzole per l’elisoccorso: stiamo realizzando quella di Pitigliano, la nona del sistema. Ma arriveremo in breve tempo a 18. Inoltre farò approvare un regolamento per il Deu che prevede formazione continua e rotazione del personale fra i vari reparti».
E gli investimenti? Qual è il piano?
«Pensiamo di investire 130 milioni in cinque anni. 100 sono già finanziati. L’opera principale è, ovviamente, il nuovo ospedale. Il 19 di questo mese apriamo il cantiere per lo spostamento dell’elisoccorso, a giugno quello vero e proprio. Quando sarà pronto rivedremo anche gli spazi nell’attuale Misericordia, nell’ottica nell’organizzazione per intensità di cura. Poi proseguiamo a investire su Massa Marittima e completiamo il nuovo pronto soccorso di Castel del Piano. Sono previsti anche lavori al poliambulatorio di Follonica e a numerosi presidi territoriali, rimasti un po’ troppo trascurati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google