Sicurezza
Dimenticati in una jeep Muoiono quattro cani
È successo a Castiglione al termine di una battuta di caccia al cinghiale Un testimone lo ha segnalato all’Enpa che ha fatto denuncia in Procura
di Elisabetta Giorgi
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA
Quattro cani da caccia rinchiusi in macchina per alcune ore e morti per asfissia. Il fatto è successo giovedì 29 dicembre nel bosco delle Rocchette, a Castiglione della Pescaia, durante una battuta di caccia al cinghiale in cui i cani erano impiegati come “riserve”.
Sono stati gli animalisti dell’Enpa (ente protezione animali) e della Lac (lega per l’abolizione della caccia) a ricevere giorni fa la lettera anonima di un testimone (qualificatosi come cacciatore) che alla fine della battuta si è accorto di «una macchina col vapore sui vetri...». E ieri - dopo aver fatto i dovuti riscontri - sempre Enpa e Lac hanno separatamente presentato denuncia in Procura a Grosseto. Le indagini sono state affidate ai carabinieri di Grosseto che starebbero indagando sul proprietario dei cani e sul “canaio” che li teneva in custodia. Nessuna traccia, intanto, del le carcasse dei cani che potrebbero essere stati seppelliti e quindi nascosti nella stessa riserva in cui è avvenuta la battuta.
Era stato proprio un cacciatore che ha assistito al ritrovamento degli animali a scrivere una lettera anonima e scioccata agli animalisti, dichiarandosi sì cacciatore ma anche - racconta Marlena Giacolini, presidente provinciale dell’Enpa - «profondo amante degli animali». Intanto la notizia ieri è stata battuta dal portale ambientalista “Geapress”, che tuttavia ha riferito come i cani in questione non fossero quattro ma addirittura otto, e come «tra urina e vomito» si sarebbero praticamente “liquefatti” all’interno della jeep abbandonata nella zona delle Rocchette.
Stando a quanto avrebbe visto (e scritto) il testimone al termine della battuta di caccia e che è stato riportato ancora dall’agenzia, pare che l’interno di quell’auto fosse diventato addirittura invisibile per via di tutta la condensa e il vapore che si erano sprigionati dal gruppo di cani imprigionati.La macchina era chiusa, e attorno ad essa regnava un silenzio mortale; ancora dalla jeep colava un liquido fetido e praticamente erano le urine miste a vomito dei segugi, stipati in una sorta di gabbia artigianale di un metro di altezza per un metro e mezzo di profondità.
I particolari sul triste destino dei quattro cani restano in attesa di conferma. Certo è che la storia, prontamente rimbalzata su internet, ha già suscitato un’ondata di commenti stizziti da parte degli amanti degli animali, in molti casi cacciatori indignati perché «se i cinghiali sono una cosa, i nostri cani sono un’altra». I militari del comando provinciale stanno portando avanti le indagini e puntano ad accertare le responsabilità per le quali si profila il reato di maltrattamento di animali (articolo 727 del codice penale).
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