Il Tirreno

Grosseto

PERCHÈ IL PROGETTO NON È MAI PARTITO

«Colpa dell’università No, della rampa»

GROSSETO Cosa non ha funzionato nell’allestimento del bar? Il progetto, in fin dei conti, è già per metà realizzato. C’è già uno spazio dedicato al locale, a fianco di quello che per anni è stato l’i...

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GROSSETO

Cosa non ha funzionato nell’allestimento del bar? Il progetto, in fin dei conti, è già per metà realizzato. C’è già uno spazio dedicato al locale, a fianco di quello che per anni è stato l’ingresso del dipartimento di Archeologia del polo universitario, qui dal 2002 al 2011. Uno spazio piccolo, ma già con gli attacchi per acqua e gas e il bancone in mattoni. Manca solo la macchina del caffè _ si fa per dire _ ma soprattutto un gestore. Il Comune infatti non può fare il “barista” ma può dare in appalto l’attività.

Cosa, dunque, a impedito il nobile proposito? Ripercorrendo le tappe della “battaglia”, ecco le risposte che danno oggi gli amministratori vecchi e nuovi. «Una motivazione che può aver ritardato l’attuazione di quel programma è che abbiamo dato tutto all’università – spiega Andrea Agresti – e se c’era l’università non c’entrava il bar». «Tutto fu superato quando venne l’università – conferma l’allora sindaco Alessandro Antichi – e non ci fu più bisogno di fare il bar per rivitalizzare l’area e preservarla dal degrado perché il movimento degli studenti bastava a tenere lontani i vandali». Tanto che nel 2004, quando il corso fu spostato alle Clarisse e al Cassero rimase solo la biblioteca, qualche ufficio e un laboratorio, il Comune prepara un bando per trovare un gestore.

Bando che prevedeva una concessione biennale e, tra le condizioni, la disponibilità di 25 giorni all'anno per il Comune degli spazi. Ma non fu mai pubblicato. Ma allora perché alimentare la speranza della città con continui “si farà” durati dodici anni dodici? Persino la Grosseto Parcheggi che si occupa da qualche anno del portierato e della vigilanza del Cassero ha proposto anni fa di prendere in gestione il locale, «non perché vogliamo metterci a fare i baristi _ spiega il presidente Alberto Paolini - ma perché potrebbe dare le entrate per fare manutenzione».

La licenza di ristoro a servizio di struttura museale – questa l’ipotesi – però non arriva. Al principio del dodicesimo anno d’attesa, la svolta (forse): il problema, ci si accorge, è l’accesso. «Qualunque fornitore _ spiega l’attuale assessore alla Cultura, Giovanna Stellini, eletta lo scorso giugno – troverebbe infattibile salire quella rampa con la merce. Però il 26 dicembre scorso abbiamo fatto un sopralluogo con la soprintendente Manuela Carpani e altri amministratori e dirigenti e, verbalmente, ha dato l’assenso a costruire due rampe sul lato sinistro delle due scale. Intendo far visitare il luogo ai candidati gestori e ascoltarne le impressioni. Non sarà una cosa breve, sicuramente si andrà dopo l’estate. Non vorrei essere anch’io nel libro dei sogni».(f.f.)

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