Gioco
Una girandola di promesse naufragate fra liti e ricorsi
I lavori cominciano, e con i cantieri si aprono i contenziosi. La spesa lievita e alla fine ci si mettono pure i “no” del ministero che boccia la caffetteria
di Francesca Ferri
GROSSETO
Sul Bastione Maiano è stato promesso tutto e il contrario di tutto. Nel grande progetto di riqualificazione delle mura approvato dal consiglio comunale nel 1994, il futuro del Maiano è roseo. Museo nelle viscere del bastione, elegante caffetteria in una struttura esterna ad archi di ferro battuto e cristallo sopra l'ex serbatoio, niente barriere architettoniche grazie a un ascensore collegato al locale da una passerella. Il Maiano sarà restituito alla fruizione cittadina.
La spesa prevista è inizialmente di 5,167 miliardi di lire, ritoccati poi a 9 milioni e mezzo di euro. Quattro stralci (terzo, quinto, sesto e settimo) del progetto complessivo: c'è da consolidare la struttura, recuperare troniere, cannoniere e serbatoio (3° stralcio, 2,8 milioni, di cui 1,5 dalla Fondazione Mps) e costruirci la caffetteria (5° e 6° stralcio).
Il progetto, però, parte subito male. I progettisti (architetti Luca Perin, Alessandro Marri e Concetta Polito e altri 4 professionisti) reclamano compensi superiori a quelli stabiliti inizialmente in virtù dell'importo previsto, che nell'atto firmato dal Comune passa da 5 a 15 miliardi. Si va in tribunale, la causa si trascina al 2005 e alla fine vince il Comune. Ma non il Maiano, dove i lavori restano sospesi.
Nel 2006 si riparte. Dopo il decennio Antichi, che fa suo il sogno di riqualificare il monumento, la nuova amministrazione Bonifazi inaugura il terzo lotto. I lavori se li aggiudica l'associazione temporanea di imprese Edil Project (Roma), poi Sve spa e Cog&c srl (Napoli). Tempo stimato per la realizzazione, 15 mesi «se tutto va bene», riportano le cronache del periodo. Ma già la partenza è in salita, tanto che si chiede subito una proroga a Mps. Idem per il 5° e 6° stralcio (2 milioni). «Il bastione diventerà il fulcro di una molteplicità di attività che potranno riportare i cittadini a frequentare il parco delle mura», dice il sindaco Bonifazi.
Ma un altro stop è dietro l'angolo. Ad agosto 2008 scoppia il caso della “ciminiera”. Il cilindro in cemento che deve contenere l'ascensore buca il profilo del bastione ed è un pugno in un occhio per i cittadini. E la nuova soprintendente, Emanuela Carpani, d'accordo con i cittadini non la pensa come i suoi predecessori (ben tre: Letizia Franchina, Gianni Bulian e Anna Di Bene) che pure avevano approvato il progetto. La mano, dice, deve essere più leggera. La polemica monta finché il sindaco non scrive a Siena chiedendo cosa fare. La Soprintendenza rimanda tutto al Ministero. Intanto i soldi ci sarebbero, 5 milione dalla Fondazione Mps.
Ma i lavori, intanto, sono fermi di nuovo per l'ennesimo contenzioso, stavolta tra le ditte, scoppiato nel 2009. Risolta la causa e sciolto il contratto, il Comune volta pagina annunciando, a ottobre 2010, di voler cercare una nuova ditta per finire i lavori. Speranza vana: a febbraio 2011 il Ministero dice il “no” definitivo al progetto caffetteria. Pochi mesi dopo, il 10 aprile, il sindaco annuncia di aver indetto una nuova gara d'appalto per terminare i lavori. La speranza è di farci almeno una terrazza, ma pesa l'incognita della Soprintendenza. E di quella gara annunciata nessuno ad oggi conosce l'esito.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google