Il Tirreno

Grosseto

Scarlino, la scogliera si sta sgretolando

Alfredo Faetti

L’allarme dellla protezione civile. Il sindaco: «Metteremo a terra i divieti d’accesso anche dal mare»

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SCARLINO

Il gioiello della costa scarlinese si sta sgretolando. Quanto meno in alcuni punti. A cavallo tra il 2011 e il 2012, infatti, le frane hanno fatto la loro comparsa nelle scogliere incastrate tra Cala Violina e Cala Martina, costringendo il Comune a correre ai ripari.

«La protezione civile di Scarlino ci ha segnalato problemi di smottamenti ed erosione», spiega il sindaco Maurizio Bizzarri. «Dobbiamo prendere dei provvedimenti».

Già, perché quella zona, fiore all’occhiello del territorio scarlinese, è frequentata per dodici mesi all’anno, tra escursionisti, appassionati sub e pescatori di ogni età. Anche in queste settimane, in cui il sole non ha smesso di battere sulla Maremma a dispetto delle temperature in ribasso, molte persone hanno affollato le scogliere di Cala Violina e la macchia che le sovrasta. I recenti fenomeni naturali, in questo senso, obbligano all’amministrazione a intervenire.

Il campanello d’allarme è suonato nei primissimi giorni del nuovo anno, quando la protezione civile, in un giro di perlustrazione, ha visto i resti di una frana lungo la scogliera che si affaccia verso la spiaggia di Cala Violina. Immediata la comunicazione in Comune, che ha permesso, continua Bizzarri, «di localizzare bene il punto dello smottamento. Abbiamo scattato delle foto e fatte tutte le  verifiche del caso».

L’origine è certamente naturale, dovuta a qualche fenomeno geologico. Lo stesso che circa un mese prima, a fine 2011, ha portato a un’altra serie di piccole frane, sull’altro versante dell’insenatura, rivolta verso Cala Martina.

Qui gli smottamenti sono di varia natura: i più recenti (e più consistenti) hanno un’origine analoga a quella andata in scena nei primi giorni del 2012, mentre altre, più piccole, sono state causate dallo spostamento di alcuni scogli a diretto contatto con il mare. Spostando la base sono venuti giù quelli più in alto. Insomma, di sassi ne sono caduti abbastanza per far intervenire il Comune.

«Nei prossimi giorni cercheremo di fare il punto della situazione con la capitaneria di porto, in modo da stabilire quali provvedimenti adottare» spiega il sindaco. Ma qualche soluzione immediata Bizzarri l’ha già studiata con gli uffici e gli esperti del settore. Ad esempio, «metteremo dei cartelli di divieto a terra». Un provvedimento utile per tenere lontani sia gli escursionisti, in modo che non si avvicinino troppo al ciglio delle scogliere, sia i pescatori che scelgono quegli scogli come base da cui gettare l’amo. Mentre per quanto riguarda il mare, «metteremo delle boe di segnalazione». Anche qui per evitare che i subacquei finiscano nei pressi della riva, dove potrebbe cader loro addosso un masso.

«Faremo presente questa situazione anche alla Provincia, – continua Bizzarri – dato il suo attuale impegno contro l’erosione delle coste, in modo da avere un aiuto economico».

E il tempo corre. «Monitoreremo costantemente la situazione, perché, anche se non è stato un inverno ricco di precipitazioni, sta per arrivare la primavera, con le piogge più forti».

Soltanto due anni fa, del resto, proprio una frana a Cala Violina in quel periodo spazzò via il baracchino dove aveva sede la Croce Rossa.     

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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