Il Tirreno

Grosseto

Muore per infarto a caccia, è polemica per i soccorsi

Enrico Giovannelli

Sulla prima ambulanza della Croce Rossa giunta sul posto non c’era il medico Inutili i tentativi di rianimare l’uomo, che soffriva da tempo di cuore

2 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONE

Tragedia nei boschi di Castiglione per un cacciatore di Savona: ieri verso le 14 in località Val Maestra di fronte alla pineta di Roccamare, Antonio Filice 65 anni, si è accasciato per un malore, probabilmente un attacco cardiaco, e vani sono stati i lunghi tentativi per rianimarlo.

Antonio Filici era arrivato da alcuni giorni nella cittadina costiera con il figlio: insieme alle squadre di appassionati di caccia al cinghiale, stava effettuando la prova della coppa Italia riservata ai cani. Una competizione, fra la vacanza e la passione per la caccia al cinghiale, organizzata dalla Federcaccia dove le mute di cani devono stanare e trovare gli irsuti all’interno di una riserva ben specifica, e il territorio della Val Maestra ben si presta ad attività del genere, fra la bellezza dei boschi e la quantità di cinghiali che si possono trovare.

E ieri si stava svolgendo la quarta e ultima prova della competizione a carattere nazionale, con i cacciatori (in questo caso tutti sono senza il fucile però, e non ci sono abbattimenti) che oltre alla Liguria sono arrivati anche dalla Sardegna.

Antonio Filici era nello spiazzo della partenza, in attesa di iniziare l’ultima prova: secondo il racconto di alcuni testimoni, compagni di caccia, stava parlando con gli amici normalmente, quando all’improvviso ha accusato forti dolori al torace, accasciandosi di colpo. Immediata da parte dei presenti la chiamata al 118, che ha allertato la Croce Rossa di Castiglione arrivata in pochi minuti sul posto, per un cosiddetto codice rosso (pericolo di vita). A bordo dell’autoambulanza solo i volontari però. Il medico infatti, a quanto pare, è stato presente solo pochi giorni alla sezione della Cri anche nelle ultime settimane. Una situazione di disagio ben conosciuta, e che purtroppo a causa di molti problemi, va avanti da troppo tempo. Da Grosseto nel frattempo era partita un’auto attrezzata per interventi del genere. I soccorritori giunti con l’autoambulanza comunque, hanno tentato a lungo di rianimare Antonio Filici, che ha quanto pare era un soggetto cardiopatico, avendo avuto bisogno in passato di interventi chirurgici e l’installazione di alcuni by-pass. A nulla purtroppo sono valsi i tentativi, circa un’ora, con il massaggio cardiaco, per rianimare il cacciatore ligure, che purtroppo è spirato. La salma dell’uomo ritornerà a Savona per la sepoltura.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze