Sicurezza
Mabro: uniti al tavolo in Regione
L’rsu incontra Marras e il segretario della Cgil. Atteso per fine gennaio un nuovo partner per il rilancio dell’azienda
GROSSETO
«Siamo state alla Cgil, questo è il nostro regalo di compleanno». L’sms è arrivato sul cellulare del presidente della Provincia Leonardo Marras ieri mattina, dopo l’incontro con i rappresentanti dei lavoratori della Mabro. Le vestaglie azzurre ieri mattina, durante la lunga chiacchierata con Marras, hanno deciso di fare un regalo al presidente nel giorno del suo compleanno. Marras aveva chiesto loro una tregua con la Cgil in vista dell’incontro di martedì in Regione. Le vestaglie azzurre hanno seguito le indicazioni del presidente e, una volta uscite dalla Provincia, sono andate in Camera del lavoro, dove hanno incontrato il segretario generale Lorenzo Centenari e il segretario provinciale della Filctem Furio Santini.
La lunga giornata delle vestaglie azzurre si è aperta ieri con le questioni messe sul tavolo del presidente della Provincia. Un colloquio per capire se il futuro delle lavoratrici sarà più o meno garantito.
A Pitti le collezioni create dallo staff di Barontini stanno riscuotendo successo. Ma gli ordini, quelli che potrebbero garantire la produzione per tutti i dipendenti, ancora non sono arrivati e il 7 febbraio scade la cassa integrazione.
L’rsu ha fatto una domanda precisa a Marras. «Barontini continua a dire di essere stato abbandonato - dice Nadia Perino - a questo punto è necessario che dica anche a noi e che lo faccia al tavolo regionale di martedì, che cosa gli era stato promesso». Risposte, chiare, che dovranno arrivare davanti all’assessore regionale Simoncini. «Martedì non usciremo da quella stanza - aggiungono i rappresentanti del lavoratori - senza che ci venga presentato un progetto serio e convincente per andare avanti». Le preoccupazioni, per gli operai della fabbrica di via Senese, sono tante. E tante di queste sono legate al rinnovo della cassa integrazione che scade tra tre settimane.
«In questo caso non posso certo intervenire io - dice il presidente della Provincia - ma il principio che non deve passare è che lo Stato faccia assistenza ad un’azienda come questa, che ha eccellenze produttive riconosciute universalmente. Serve un piano industriale serio e il rilancio della produzione, serve che quella fabbrica torni a fare profitti veri». Marras, durante l’incontro, ha cercato di rassicurare le vestaglie azzurre sull’ingresso di un partner che possa risollevare le sorti dell’azienda. «Ho soltanto spiegato loro che durante un colloquio con l’imprenditore - dice - abbiamo parlato di questa faccenda. So che qualcosa alla fine di gennaio potrebbe cambiare. Ma sono trattative riservate che giustamente non mi vengono raccontate». Un partner finanziario oppure un fondo che porti soldi freschi alla Mabro. Questa potrebbe essere la quadratura del cerchio, un modo per far ripartire la produzione in vista dei nuovi ordinativi. «In quella fabbrica si crea magia - aggiunge Marras - perché si continua a realizzare un prodotto che ha mercato a distanza di sessant’anni dalla sua creazione». Le prospettive, quindi, potrebbero essere più rosee. Ma per ora, l’assillo dei dipendenti e dei sindacati resta il rinnovo della cassa integrazione. A Firenze, martedì, andranno compatti, senza screzi e senza separazioni. L’Inps, dal canto suo, ha detto sì alla cigo, ma senza poter pagare l’anticipo per la cassa integrazione ordinaria. «Devo ringraziare la direzione Inps di Grosseto - dice Furio Santini, segretario della Filctem Cgil - perché ha messo a disposizione della trattativa tutti gli strumenti possibili. Ma quell’anticipo sulla cigo non possono concederla». E anche la Regione, alla quale i sindacati proveranno a chiedere il pagamento in deroga degli ammortizzatori sociali, potrebbe avere le mani legate. «La Regione può concederla solo di fronte a crisi finanziarie che dipendono da altre cause - spiega Santini - La strada è difficile da percorrere». Ma la Regione dovrebbe avere fondi speciali per far fronte a situazioni così. Visto che la mobilità per alcuni dipendenti è sfumata.Monti ha cancellato anche questa possibilità.
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