Sicurezza
Liberalizzare le farmacie? «Salute e lavoro a rischio»
Magliano, l’allarme del dottor Sandrelli: «Va sfatato il mito dei super guadagni Per sopravvivere siamo costretti a ridurre l’assortimento a danno della clientela»
MAGLIANO
Mercato e ancora mercato. È questo l’obiettivo del Governo Monti: liberalizzazioni e concorrenza. Giacomo Sandrelli, “quasi farmacista” di 24 anni, figlio e nipote di farmacisti rurali, maglianese, interviene sul tema, il pacchetto di regole che il 20 gennaio sarà approvato dal consiglio dei ministri per colpire l’atavico corporativismo di certe categorie, a partire appunto dai farmacisti.
Giacomo è giovane ma ha le idee chiare. «Non voglio suscitare compassione - spiega - ma fare luce su alcuni dettagli, si fa per dire, da molti ignorati sul settore delle farmacie. Noi farmacisti infatti siamo nel limbo da mesi. Liberalizzeranno? Sì, no, forse, in parte...».
Ma cosa si andrà esattamente a liberalizzare?
«A mio avviso in ballo c’è il diritto alla salute».
Nell’immaginario collettivo quella dei farmacisti è considerata un po’ una categoria simbolo della ricchezza. Forse per quello si inizia da voi...
«È una percezione sbagliata. E ai professoroni che stanno al governo andrebbe spiegato che il periodo d'oro delle farmacie è finito da un pezzo, anzi, ad essere precisi, per taluni non è mai iniziato. La mitica Eldorado deve essere ricercata altrove e non tra aspirine e supposte. Soprattutto nelle realtà piccole».
Entriamo nello specifico.
«Per cominciare le entrate dei farmaci di fascia C, degli Otc e di tutte le altre specialità vendute in farmacia servono esclusivamente a garantire il nostro pane, non certo a farci ammucchiare milioni. Poi voglio ricordare che per quanto riguarda la fascia A, quella dispensata dal sistema sanitario nazionale, i margini di guadagno sono tangenti allo zero, per non parlare delle vendite per conto Asl dei medicinali ad alto costo e dei presidi per diabetici, veri e propri servizi fatti a perdere dalla farmacia».
E i farmaci da banco?
«I farmaci da banco ormai si trovano ovunque, dai supermercati alle parafarmacie, e per continuare a vendere ci dobbiamo inventare promozioni e abbassare i prezzi. Togli di qua, togli di là, alla fine qualcuno, nei paesi, ha già cominciato a chiudere o a tenere minori assortimenti penalizzando, soprattutto nelle zone rurali, chi ha minor possibilità di viaggiare, come gli anziani».
Il Governo però è intenzionato ad andare avanti.
«Il governo avrebbe tutte le carte in mano per vedere il dramma che da tempo sta colpendo le farmacie. Ha i nostri redditi, tutti, per intero, perché i farmacisti non evadono. Si dovrebbe riflettere attentamente sulle conseguenze di una liberalizzazione indiscriminata. A mio avviso molte farmacie chiuderebbe nel giro di poco così da dare una ulteriore spallata agli anziani e ai più deboli, abbandonati alle carrellate di dispendiosi medicinali e integratori che si trovano nei centri commerciali».
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