La manifestazione
L’ala più antica, inaccessibile da 17 anni
La storia e la cronaca: la costruzione è iniziata nel 1574 per ordine di Francesco de’ Medici
GROSSETO
La libertà degli antichi paragonata alla libertà dei moderni. Parafrasando Benjamin Constant il gioco è assai facile a guardare le mura di Grosseto. Nel 1565 i Medici progettano la fortificazione e nel giro di 19 anni _ un record considerata la tecnologia del tempo _ l'opera vide la luce; nell'Ottocento, poi, decidono di farci un giardino e di lì a due anni spuntò il parco alberato. Libertà uguale desiderare e realizzare.
La libertà dei moderni è assai diversa. È la libertà di imbrattare, scardinare, deturpare. Ma soprattutto "libertà" di progettare, spendere, avviare e interrompere. Di illudere e mortificare, di annunciare e, puntualmente, disattendere. E dell'intera cinta muraria il Maiano è il bastione certamente più sfortunato. A sfogliare le cronache passate e a confrontarle con quelle degli ultimi 15 anni viene il voltastomaco.
Primo baluardo a essere costruito, il Maiano è l'unico rimasto inaccessibile al pubblico dopo 17 anni. La costruzione cominciò nel 1574 sotto Francesco de’ Medici. La manodopera fu facilmente raccolta nelle prigioni di tutta la Toscana: il Maiano, come il resto delle mura, fu costruito dai detenuti. A fine '800 il bastione venne investito di un nuovo ruolo: ospitare il deposito dell'acqua per l'approvvigionamento idrico della città.
Le cronache moderne, invece, sono ben più cupe. Sfogliando i giornali di oltre un decennio non si contano gli articoli di denuncia. Degrado e sporcizia sono i guasti minori in fondo. Nel marzo del 1997 vi si consuma l'omicidio di Arnaldo Giuseppe Ferrari, un cuoco di 47 anni. Furono due fidanzatini a ritrovare il corpo. Nel 2005 il bastione si scopre essere il cimitero dei furti: borse, borselli, documenti depredati dai ladri vengono gettati qua, insieme a siringhe, rifiuti e sporchi giacigli di balordi che hanno eletto qui il loro precario domicilio.La cronaca bianca non è meno clemente. Nel 1999, 4 miliardi di lire destinati al consolidamento del serbatoio dell'acqua vengono dirottati su Braccagni, dove urge un nuovo depuratore. Come rimediare? La proposta è grottesca: si annuncia una speciale commissione di esperti col compito di studiare una particolare pesca di beneficenza "pro Bastione Maiano". Fortunatamente i soldi arrivano poi dalla Fondazione Mps. Ma l'esito, alla fine, è stato lo stesso tragico.(f.f.)
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