Il dolore
Il Comune vince su quattro pontilisti
Monte Argentario. Il Tar respinge il ricorso di alcuni ormeggiatori. «Si trovano sull’area demaniale in assenza di titolo»
PORTO ERCOLE.
Vittoria del Comune di Monte Argentario su quattro pontilisti di Porto Ercole che - secondo il Tar - occupano senza giusto titolo lo specchio d’acqua del promontorio. Le quattro sentenze gemelle, emesse il 10 novembre ma uscite ieri, riguardano i ricorsi presentati da alcuni ormeggiatori per i loro sei pontili: e sono il Circolo nautico e della vela (detentore di due pontili), l’approdo di Santa Barbara dei fratelli Teodori (altri due pontili), l’approdo di Nieto (un pontile) e l’approdo della Nuova Scotto e figli, che avevano impugnato la decisione con cui il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli voleva liberare gli ormeggi e dare spazio agli aggiudicatari della gara. Il tribunale fiorentino ha dato ragione al Comune respingendo il ricorso degli ormeggiatori e sancendo la liberazione dei pontili, oltre al pagamento delle spese di giudizio al Comune. Ad annunciarlo è stato lo stesso sindaco Arturo Cerulli, che non appena ha appreso la notizia ha convocato la conferenza stampa, praticamente dando un quarto d'ora di preavviso.
In questo modo il Tar ha emesso e motivato la sentenza che respinge il ricorso di quattro concessionari e dà ragione alla linea seguita dall'amministrazione comunale. Aria di euforia ieri tra gli amministratori comunali presenti alla conferenza, con il primo cittadino che ha spiegato di dare grande importanza alla decisione del Tar della Toscana e l’addetto stampa che distribuiva la sentenza contenuta in un plico.
«Ammetto che la conferenza - dice Cerulli soddisfatto - è abbastanza estemporanea, tanto che non abbiamo nemmeno letto tutto il dispositivo emesso dal tribunale. Ma ho voluto ugualmente di darvene notizia in quanto lo riteniamo di grande rilevanza essendo stato l'argomento “caldo” dell’intera estate 2011». Si tratta - precisa Cerulli - «del primo atto con cui chiedevamo ai pontilisti la rimozione dei pontili». Il Consiglio di Stato al quale era ricorsa la Marina Menagement aveva sentenziato che le concessioni loro attribuite erano illegittime; pertanto i pontili andavano rimossi in quanto gli occupanti non erano più in regime di concessione. Alla richiesta di togliere i pontili, i loro proprietari fecero opposizione ed ebbero la sospensiva del Tar fino al mese di novembre 2011. Sospensiva che tuttavia - assicura il sindaco - «non corrispondeva a una vittoria per loro poiché il Tar l'aveva concessa per evitare danni economici al settore della nautica da diporto. Intanto il Comune ha proceduto sulla strada delle gare, convinto che gli ormeggiatori non potessero restare nel vecchio ormeggio perché privi di concessioni valide. Loro invece vi stavano in virtù della sospensiva. Nel loro ricorso hanno anche chiesto che venisse loro riconosciuto il presupposto necessario per ottenere il rinnovo delle concessioni fino al 2015 nell'ambito del decreto mille proroghe». Ed è proprio qui, nel mille proroghe, che sta il nocciolo della questione perché, spiega il sindaco, questo rimanda al 2015 solo le strutture finalizzate al settore turistico-ricreativo, come stabilimenti balneari o ristoranti ma non considera strutture turistico-ricreative i pontili galleggianti situati nei porti. Una storia tortuosa e piena di capitoli, dunque. Ed è facile supporre che non finisca qui e continui verso il consiglio di stato.
Renzo Wongher
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