Il Tirreno

Grosseto

Baby archeologi in azione si risveglia la città rupestre

Francesca Ferri

Gli alunni di Sorano allestiranno a primavera un insediamento di Vitozza Pivirotto: «Così insegniamo ai ragazzi a rispettare il patrimonio antico»

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SORANO

Piccoli archeologi in erba oggi, adulti rispettosi del patrimonio celato nel tufo domani. È questa la filosofia che, a Sorano e Pitigliano, fa da carburante a un bel progetto che riporterà in vita una delle grotte di Vitozza, l'antica città medievale fiore all'occhiello del territorio e principale insediamento ruprestre del centro Italia.

Il Comune di Sorano ha approvato il progetto di allestimento di una grotta con giaciglio, vasellame, telaio, palmenti per pestare l'uva e angolo per la tintura della lana. Tutto quello che non mancava, in queste grotte, tanti secoli fa.

«Questo allestimento - spiega l'archeologa Lara Arcangeli, responsabile del Servizio cultura, turismo e beni culturali del Comune di Sorano - fa parte del progetto "A spasso nel tempo" che Sorano condivide con Pitigliano». Un progetto didattico che prevede, per Pitigliano, l'allestimento di una capanna del periodo protostorico al Museo all'aperto "Alberto Manzi". «A Sorano, invece, abbiamo l'insediamento di Vitozza e qui abbiamo pensato alla grotta - spiega Arcangeli - perché il turista che vede questi ambienti scavati nel tufo e legge che sono state usate per uso abitativo non si rende conto di come si viveva all'epoca».

La vita nella grotta era molto attiva. «A Vitozza ci sono oltre 200 grotte scavate nel tufo, di dimensioni diverse: da 50 a 5-6 metri quadrati. Quelle più ampie erano a uso promiscuo, usate come stalla e come casa; altre erano abitazioni a tutti gli effetti, mentre le più piccole erano usate come ripostigli. Ci sono poi pozzi ovoidali, sempre nel tufo, che erano usati per stoccare i cereali».

Al progetto partecipa anche l'Associazione Archeologica di Pitigliano e Sorano, che da anni porta avanti la pulizia della zona. Una pulizia non solo degli ambienti, ma anche della mentalità e dell'approccio al patrimonio archeologico. L'allestimento, infatti, sarà fatto a primavera dai ragazzi delle scuole che, ad autunno, smantelleranno tutto.

«Le nostre attività di introduzione all'archeologia per i ragazzi delle medie _ spiega Riccardo Pivirotto, presidente dell'associazione _ prevedono visite al museo seguite da uscite sul territorio e simulazioni di scavi con relativa consegna dei reperti al museo. In questo modo si abituano i ragazzi ad essere i primi custodi del patrimonio archeologico».

Il gruppo archeologico, nato oltre 20 anni fa, non è numerosissimo «perché vagliamo bene gli associati, tenendo alla larga i tombaroli», spiega il direttore. E tra un progetto e l'altro la formula sembra funzionare. "Qualche giorno fa alcuni ragazzi che erano usciti a fare una passeggiata, hanno trovato dei reperti e sono venuti a consegnarmeli a casa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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