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«Non dormiamo più Siamo terrorizzati»

FOLLONICA In soli sette giorni un’aggressione, tre auto in fiamme, sassi alle finestre e cani maltrattati. Nel palazzo di via Apuania regnano rabbia e paura. «Anche stanotte, come del resto le ultime,...

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FOLLONICA

In soli sette giorni un’aggressione, tre auto in fiamme, sassi alle finestre e cani maltrattati. Nel palazzo di via Apuania regnano rabbia e paura. «Anche stanotte, come del resto le ultime, uno di noi dovrà rimanere sveglio per controllare che non accada niente. Ora siamo davvero stanchi, ci sentiamo abbandonati», lamentano gli abitanti dell’edificio di proprietà regionale impiegato dal Comune per rispondere all’emergenza abitativa cittadina.

Sei le famiglie che vivono in quelle case alle porte dell’Ilva - una trentina di persone - dietro alla scuola elementare di via Palermo. Lo stato di degrado adesso sembra arrivato al limite. Le abitazioni sono più che mai fatiscenti. La rete di protezione è in più punti inesistente e intorno solo la polvere di un piazzale non asfaltato. Per i malintenzionati che in questi giorni hanno preso di mira le auto (e non solo) degli abitanti dell’edificio, compiere questi atti vandalici non è stato difficile: vie di fuga e lontananza dalle zone abitate hanno facilitato il lancio di materiale infiammabile e sassi. Se ieri pomeriggio è stata la volta di un’aggressione fisica alla luce del sole (fatto avvenuto intorno alle 15 del pomeriggio) la sera prima, quella di martedì 10 gennaio, la minaccia è arrivata con un’altra (la terza in ordine di tempo) auto incendiata.

Le famiglie di via Apuania raccontano di aver chiamato i carabinieri perché si erano accorte che qualcuno gironzolava intorno a casa. Erano le 21 circa quando la macchina della famiglia Correale è andata a fuoco. «Avevamo visto alcune persone muoversi intorno alle nostre case, così abbiamo subito chiamato i carabinieri», raccontano a caldo, subito dopo l’episodio «Quando sono arrivati hanno controllato la zona ma non hanno trovato nessuno. Una volta saliti in macchina e partiti li abbiamo visti fare inversione e tornare indietro, perché si erano accorti delle fiamme dietro al palazzo. Chi fa questo non ha paura neppure delle forze dell’ordine visto che la loro presenza non li ha fermati dall’incendiare un’altra macchina». L’auto era funzionante ed era parcheggiata poco distante dall’entrata delle case.

Presa dallo spavento, una donna che abita lì è stata colta da un malore ed è stata portata al Pronto Soccorso.

«La notte stiamo svegli a turno per controllare», dicono tutti gli abitanti davanti all’auto bruciata, bambini compresi. «I nostri figli non vanno a scuola perché hanno paura, siamo arrivati al limite». Così - dopo finestre rotte e tre auto distrutte (il sistema usato è sempre lo stesso: da un finestrino o aprendo lo sportello del veicolo hanno inserito un liquido infiammabile per poi appiccare le fiamme) - ieri pomeriggio ecco l’aggressione. Ma la speranza è che con questa si metta fine alla faida. (p.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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