Il dolore
«Nessun impianto è a emissioni zero ma sono ininfluenti»
SANTA FIORA Massimo Montemaggi, responsabile dell'area geotermica di Enel Green Power, interviene sulla discussione sulla nuova centrale Bagnore 4. C'è chi dice no a una geotermia che non sia a ciclo...
SANTA FIORA
Massimo Montemaggi, responsabile dell'area geotermica di Enel Green Power, interviene sulla discussione sulla nuova centrale Bagnore 4.
C'è chi dice no a una geotermia che non sia a ciclo binario, chi chiede un referendum e chi apprezza l'investimento che porterà lavoro ed energia. Enel cosa dice?
«Nessuno dei 526 impianti geotermici nel mondo è a emissioni zero. Le emissioni sono naturali e dipendono dal serbatoio geotermico: non lo dico io, ma istituti come l'International Geothermal Association e le linee guida Ipcc».
E gli impianti binari?
«Sono realizzabili quando vi sono serbatoi geotermici a bassa e media entalpia. Costruire un impianto binario in presenza di serbatoi ad alta entalpia che, come sull'Amiata, sono energeticamente più ricchi e a temperature più alte, è un danno: non comporterebbero miglioramenti per le emissioni e anzi peggiorerebbero la situazione. La realtà è un'altra».
Quale?
«Enel Green Power è leader mondiale nel settore. Vengono da tutto il mondo a visitare la geotermia toscana e tutti i movimenti ambientalisti più affermati, nazionali e mondiali, la sostengono. Abbiamo brevettato la tecnologia Amis, installandola in 23 impianti in Toscana. Abbattiamo le emissioni di oltre il 90%. Per questo, e perché la geotermia si manifesterebbe in modo naturale anche senza impianti, non vi sono emissioni aggiuntive. Il resto è strumentalizzazione».
Dunque Bagnore 4 farà bene all'Amiata?
«Sono pronto a mettere la mano sul fuoco, anzi sul fluido geotermico. Per le emissioni, eminenti studiosi affermano che, ad esempio, il mercurio è presente in Amiata a prescindere dalla geotermia e il suo significato tossicologico è pari a zero. I monitor confermano che le emissioni sono ininfluenti. Con la geotermia non c'è niente da nascondere, ma tutto da promuovere: 5 miliardi di Kwh annui (il 25% del fabbisogno toscano), 130 milioni di euro di investimento per Bagnore 4, oltre 100 occupati per 5 anni, 50 assunzioni nell'indotto entro l'estate 2012 e 600 milioni di euro di investimenti nei prossimi 5 anni». (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google