Sicurezza
La Provincia prende tempo. Depurazione interrotta
SCARLINO
Un salto indietro di due mesi, preciso.
Il giorno dopo la decisione del Consiglio di Stato lo scenario che si apre sulla zona industriale del Casone di Scarlino è identico a quello che seguì la sentenza del Tar, con Scarlino Energia che si avvia non solo a spegnere i forni, ma anche a interrompere l’attività di depurazione delle acque, da cui dipende la produzione delle altre aziende del distretto chimico a nord della Maremma.
E’ stata una giornata frenetica, quella di ieri, in cui tutte le parti si sono incontrate e sentite più volte.
Due i soggetti più attivi: Scarlino Energia, ovviamente, e la Provincia.
La società ha preso atto dell’ordinanza, decidendo «di interrompere dall'immediato tutti i conferimenti all'impianto e di sospendere tutte le attività industriali a partire prossimi giorni».
Allo stesso tempo fa sapere che «è stato dato inizio alle procedure di messa in sicurezza dell'impianto», così è stato anticipato ai dipendenti l’imminente avvio delle procedure per la cassa integrazione. Ma soprattutto ha messo le cose ben in chiaro: «sempre dai prossimi giorni verrà sospesa anche l'attività del depuratore comprensoriale che tratta le acque provenienti dal sistema delle barriere idrauliche delle bonifiche della falda. L'azienda ha informato le altre imprese del Casone (Solmine, Syndial)».
Informazione che ha raggiunto anche tutti gli altri organi competenti, dal Prefetto all’Asl, perché questa è una notizia di cui è bene essere a conoscenza. Sono molte le attività legate a questo aspetto, dalle altre aziende del polo fino al depuratore di Follonica, da cui dipende il sistema fognario della città. Tutto secondo quanto stabilito nell’ordinanza. In cui però Scarlino Energia trova aspetti su cui riflettere. Come la relazione di Rabitti, dove, a suo parere, il consulente ha «prospettato una situazione di rischio ambientale estrapolando dalla relazione dell'Arpat del settembre del 2011 singoli aspetti», omettendo «di evidenziare le positive conclusioni della stessa relazione per l'attività dell'azienda».
Le motivazioni dell’ordinanza sono state studiate a fondo anche a Palazzo Aldobrandeschi. Il presidente Leonardo Marras (che oggi festeggia il compleanno, sicuramente non tra i migliori) ha lasciato il suo pensiero su facebook: «dobbiamo impedire che gli effetti negativi ricadano sull'occupazione dell'intera zona industriale e sul sistema di depurazione di Follonica e Scarlino». Ieri in Provincia si è tenuta una riunione con i dirigenti di Scarlino Energia e Solmine. Perché se da una parte un’ordinanza per smaltire il cdr già stoccato arriverà forse già oggi (per evitare disastri ambientali), sul piano della Tas (la depurazione delle acque) le parti stanno ancora discutendo sul da farsi.(a.f.)
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