Il Tirreno

Grosseto

Incubo in via Curiazi, centinaia di multe

Gabriele Baldanzi
Incubo in via Curiazi, centinaia di multe

La rabbia dei residenti: «Ci sono otto posti e trenta famiglie con settanta auto, serve maggiore elasticità»

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GROSSETO. Sembra una via come un’altra: stretta, intasata di vetture, con i sacchetti colorati della differenziata fuori dai portoni, le biciclette incatenate ai segnali stradali e alle colonnine del metano. E, soprattutto, tante macchine parcheggiate un po’ ovunque, su più file, anche “arrampicate” sui marciapiedi.

Ma è diversa dalle altre vie di Barbanella. Qui nei tergicristallo delle  auto (quasi tutte utilitarie) sventolano spesso i foglietti celestini delle contravvenzioni per divieto di sosta. Fogliettini che, ogni volta, costano al proprietario dell’auto 38 euro, quando non sono il doppio se viene contestata anche la sanzione per “intralcio alla circolazione”.

I residenti parlano di centinaia di multe elevate dai vigili urbani da agosto ad oggi. E tutte contestate. Qualche famiglia ne ha collezionate una decina, per importi che, in questo momento soprattutto, diventano importanti.    

Siamo a due passi dal rilevato della ferrovia, in una strada a fondo chiuso, privata fino a un paio di anni fa. Segnatevi il nome, evidenziatelo nello stradario e state attenti se vi capita di andarci a trovare un amico:  via Curiazi. Quella dove alla fine dell’estate del 2005 furono fatte esplodere tre bombe da 500 libbre ciascuna (nell’occasione cinquemila grossetani furono evacuati), un “regalino” degli inglesi scoperto per caso sessant’anni dopo.

Qui, dicevamo, nel 2005 la ditta Egisti realizzò due grandi condomini, una trentina di appartamenti di buon livello, a costi accettabili e, quindi, tutti rapidamente venduti ad altrettante famiglie.

Un’area, quella adiacente al Consorzio Agrario, un tempo autofficina e magazzino di ricambi, che così in breve tempo cambia fisionomia, che si ripopola, che diventa quartiere. Per la verità si tratta, però, di un’area ancora da completare e sviluppare.

Il costruttore ha ulteriori opportunità di edificazione sulla stessa via.       

Certo è che adesso, in via Curiazi, da sei mesi, una sessantina di famiglie vive con l’incubo della municipale. Ci sono state proteste, petizioni, infuocate riunioni di condominio.

Adesso un gruppo di residenti ha scelto di denunciare la situazione al nostro giornale. «Siamo esasperati – raccontano – domenica c’è stato l’ennesimo blitz. Sembra che ormai la priorità, nel governo della viabilità cittadina, sia diventata via Curiazi, mentre qui ciò che serve è solo un po’ di buon senso…»     

Poi spiegano come stanno le cose. «La via dove abitiamo è effettivamente molto stretta, a fondo chiuso e con soli otto veri posti auto a disposizione per un’utenza di circa settanta macchine. I garages di uno stabile, quello più ampio, sono praticamente inutilizzabili: troppo stretti anche per la più piccola delle auto. Sono problemi strutturali, di difficile soluzione, almeno nell’immediato. Succede così che quasi tutti parcheggino fuori, a bordo strada, dove non c’è segnaletica orizzontale, cioè le strisce bianche in terra. Per anni qui tutti abbiamo parcheggiato su entrambi i lati della via, cercando di non intralciare il transito, di non creare disagi, ma era ed è oggettivamente difficile. D’altra parte da qui deve uscire e rientrare ogni giorno un grande camion, oltre ai mezzi del Coseca. Lo comprendiamo benissimo».     

Una soluzione, stando a quanto raccontano i residenti, era stata individuata e illustrata ai primi agenti della municipale intervenuti in via Curiazi, ma pare sia stata poi bocciata dal mobility manager del Comune, che non l’ha ritenuta compatibile con il tipo di strada.

Quale soluzione? «Un senso unico alternato, con la possibilità di ricavare diversi stalli almeno su un lato della strada. Si è preferito non ascoltare il nostro disagio e – codice alla mano - mazziarci puntualmente con il blocchetto. Ora basta!»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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