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Floramiata, ora Firenze vigilerà

Approvata in consiglio la mozione pro azienda amiatina

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Mozione bipartisan in consiglio regionale toscano a sostegno della Floramiata spa. Presentata dai consiglieri Rosanna Pugnalini (Pd) e Claudio Marignani (Pdl) è stata approvata all’unanimità dal consiglo. La mozione è un invito alla Giunta a monitorare attentamente la crisi aziendale che sta investendo l’azienda florivivaistica di Piancastagnaio (Si), fino a prevedere, nel caso «non si determinassero sufficienti condizioni di garanzia per i livelli occupazionali attuali e prospettive positive per il rilancio nel futuro», l’apertura della procedura di amministrazione straordinaria prevista per le grandi imprese in crisi. «È necessario - spiega Pugnalini - che l’Amiata non perda la presenza di un’esperienza produttiva di queste dimensioni».

Floramiata, con i suoi 22 ettari di serre e 125 di superficie, è lo stabilimento del settore più grande d’Europa con notevoli capacità di sviluppo economico ed occupazionale. Il 6 dicembre del 2005 gli impianti rimasero gravemente danneggiati da una grandinata compromettendo l’attività di 21 serre. Nello stesso periodo l’Agenzia delle entrate aprì un contenzioso sul fronte della fiscalità. Problemi che si è cercato di risolvere col contributo e col gioco di squadra, prima fra tutte la Regione, ma da allora, Floramiata vive varie esperienze fra alti e bassi.

A regime, l’industria serricola occupa più di 200 lavoratori tra fissi ed avventizi, ed è uno dei principali serbatoi di lavoro amiatinia. È recentissimo l’accordo con Enel Green Power per la cessione del calore geotermico. (f.b.)

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