Il Tirreno

Grosseto

Cassa integrazione per otto mesi

Sindacati preoccupati:«Andremo per le lunghe, ma qualcosa non torna»

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GROSSETO «La mia preoccupazione va ai lavoratori» dice Fabio della Spora, di Femca-Cisl. Non solo per quelli di Scarlino Energia, ma anche delle altre aziende presenti nel polo industriale, ovvero Nuova Solmine e Tioxide, dopo l’annuncio della società di fermare l’impianto di depurazione delle acque, da cui anche loro dipendono. In quell’area sono più di 500 i posti di lavoro, che adesso diventano a rischio. Ad aver già oltrepassato questo limite, però, ci sono i dipendenti dell’inceneritore, per cui nei prossimi giorni inizieranno le procedure di cassa integrazione.

Certo, il cdr nei silos andrà comunque smaltito, ma gli ammortizzatori sociali prima o poi scatteranno. E molto probabilmente andranno per le lunghe. «Parliamo di una cassa integrazione che va dai sei agli otto mesi» spiega Della Spora. E’ l’agenda a dettare questi tempi: tutta la vicenda tornerà in discussione il 4 maggio, quando i ricorsi verranno discussi nel merito; dopodiché ci saranno altri due mesi a disposizione per poter depositare la sentenza. Conti alla mano arriviamo a luglio.

«Un segnale positivo c’è in ogni modo. – continua il sindacalista – La società ha già richiesto delle consulenze per ottenere il rilascio di una nuova Via: significa che non vuole abbandonare i dipendenti».  C’è un dubbio però che resta a Della Spora, dopo aver letto le motivazioni dell’ordinanza. Riguarda la relazione sui dati raccolti da Rabitti, anche dalle tabelle dell’Arpat: «se davvero i dati non sono a norma di legge, come mai l’agenzia non ha bloccato l’impianto quando li ha riscontrati?»

 

(a.f.)

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