Sicurezza
Uccise il padre a coltellate: oggi la perizia
Fra.Go.
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PARRICIDA. Mauro Bianchi Incidente probatorio: l'uomo è rinchiuso nell'opg di Montelupo
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PITIGLIANO. La notte tra il 27 e il 28 agosto, Mauro Bianchi, 44 anni, affondò una ventina di volte il coltello sul corpo di suo padre Alduino. Si assicurò che fosse morto, poi chiamò i carabinieri. «Ho ucciso mio padre, venite a prendermi». Rinchiuso nel carcere di Grosseto prima, di Prato poi, Bianchi, è ora all'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Oggi in tribunale, verranno discusse le perizie psichiatriche, quella del fiorentino Mario Iannucci, presidente della Società italiana di psichiatria penitenziaria, nominato consulente dal gip Valeria Montesarchio, e quella della dottoressa De Luca, nominata dalla difesa dell'uomo. Per il consulente di parte, i dubbi sono pochi. «Bianchi, al momento dell'atto - dice il suo avvocato Melania Renaioli - era totalmente incapace di capire cosa stesse facendo. Da quando è stato arrestato non ha mai cambiato versione». Bianchi confessò subito l'omicidio. Ribadì tutto durante l'interrogatorio di garanzia. L'uomo era stato seguito a lungo di servizi sociali di Pitigliano. Era afflitto da una patologia psichiatrica. Oggi è quindi fissato l'incidente probatorio durante il quale saranno discusse le due perizie psichiatriche. «Bianchi è stato consapevole da subito di quello che aveva fatto - dice l'avvocato - e dalle prime dichiarazioni non ha mai cambiato versione». Sulle prime aveva detto di essere dispiaciuto di aver ucciso un uomo, non di aver ucciso suo padre. «a distanza di mesi - aggiunge l'avvocato - la situazione è rimasta la stessa». Ma il trasferimento dal carcere della Dogaia di Prato all'opg di Montelupo è forse la prima conferma dello stato di salute mentale di Bianchi, che oggi sarà al centro delle due perizie in mano al gip. Perizie grazie alle quali sarà possibile capire il futuro di Bianchi.
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