Il Tirreno

Grosseto

Alla Mabro si riparte con la linea donna

Barbara Burzi
<b>PITTI UOMO</b> Andrea Barontini con il suo staff ieri a Firenze
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PITTI UOMO Andrea Barontini con il suo staff ieri a Firenze

Sono stati tra i pochi a continuare a crederci quando la moda dettava tendenze ispirate a uno stile sicuramente meno attento alla cura dei dettagli. Ora che il mercato sta dando loro ragione

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 FIRENZE. Sono stati tra i pochi a continuare a crederci quando la moda dettava tendenze ispirate a uno stile sicuramente meno attento alla cura dei dettagli. Ora che il mercato sta dando loro ragione, i vertici della Mabro lanciano anche una linea sartoriale da donna.  Il debutto, ieri, alla Fortezza da Basso di Firenze in occasione di Pitti Uomo. Uno degli eventi più attesi tra gli operatori del settore, che guardano alla fiera internazionale dell'abbigliamento maschile come l'occasione per dare il meglio di sé. L'ha colta al volo il patron dell'azienda grossetana Andrea Barontini, che dai suoi stand in mostra al piano inferiore del padiglione centrale ha schierato una squadra di collaboratori, ai quali ha affidato il compito di si sviluppare il prodotto sui mercati esteri. La linea donna, in particolare, è la terza nata in casa Mabro. Così, dopo il rilancio della linea Mabro più classica e la novità di una collezione più sportiva, fa il suo ingresso nel mercato anche una collezione femminile di capi realizzati su misura.

Si tratta di una trentina di modelli (capispalla, trench, giacche monopetto e doppiopetto, tailleur) della collezione autunno-inverno 2012-2013, tutti personalizzabili e realizzati con materiali preziosi. Come spiega Michela Parrini, responsabile della linea «l'idea nasce dalla voglia di assecondare una richiesta crescente, specie da parte del mercato americano, di prodotti realizzati su misura per una clientela femminile. La linea s'ispira a una donna in carriera, il cui stile di vita le impone di vestirsi elegante e formale».  Il taglio sartoriale è al centro della filosofia del marchio, in tutte le sue declinazioni. Ma le novità non riguardano solo i prodotti. Per Flavio Mauro, responsabile commerciale «non possiamo permetterci di distogliere l'attenzione dai mercati esteri», afferma. «Tra i nostri progetti, anche se non imminenti - fa sapere - c'è l'idea di aprire dei negozi monomarca in alcune città strategiche come Milano, ma è tutto da vedere».

Sugli effetti che i provvedimenti governativi produrranno sul sistema moda, Andrea Barontini auspica che «ciascuno torni a fare la propria parte». «Ci aspettiamo che tutti i protagonisti del sistema - afferma - mi riferisco agli istituti bancari, alle istituzioni e alle imprese, tornino ognuno a fare il proprio mestiere». Nel frattempo, la seconda edizione di Pitti è per lui l'occasione di tracciare un bilancio: «Nonostante le difficoltà da cui siamo partiti - dichiara - ci è stato riconosciuto da tutti il lavoro straordinario che l'impresa ha svolto; con poche risorse siamo riusciti a gestire una realtà imprenditoriale di 250 anime riuscendo a rilanciare il marchio e riportare il servizio ad alti livelli».

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