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L'ultima ordinanza nel 1911 vigila sul traffico marittimo

<b>LA SEDE</b> della Capitaneria a Porto Santo Stefano
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LA SEDE della Capitaneria a Porto Santo Stefano

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 PORTO S. STEFANO. L'ultima ordinanza emanata dall'Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano, riguarda l'aggiornamento delle norme sul monitoraggio e l'informazione sul traffico marittimo.  È datata 28 dicembre 1911 e con essa l'autorità marittima locale dispone, ormai da più di un secolo, che i comandanti delle navi dirette nei porti o nelle rade del circondario marittimo di Porto Santo Stefano devono essere dotate del sistema di identificazione automatica Ais (Automatic Identification System).  Tale sistema deve essere aggiornato inserendovi anche le informazioni relative ai dati di viaggio previste dalle vigenti normative includendo nei medesimi gli elementi relativi al porto di destinazione.  Gli equipaggi delle navi sia italiane che straniere, durante il periodo di ormeggio in porto o in rada devono mantenere attivo il sistema che non deve essere mai spento. L'eventuale disattivazione dell'Ais, ad esempio se è necessario fare verifiche e controlli che richiedono la disattivazione, o per i casi in cui si ritenga che il suo cattivo funzionamento possa compromettere la sicurezza della nave durante la sosta in porto, dovrà essere espressamente autorizzata dall'ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano.  I comandanti delle unità navali in partenza dai porti o dalle rade che ricadono nella giurisdizione della guardia costiera del suddetto circondario dovranno comunicare l'aggiornamento dei dati di viaggio del sistema Ais che devono comprendere quelli del porto di destinazione.  Tra le molte notizie che fornisce il sistema in argomento, il comandante del porto di Porto Santo Stefano, può anche rintracciare quella relativa alla direzione presa dalla nave che lascia le acque dell'Argentario. La legge assoggetta l'utilizzo del sistema di identificazione automatica all'interno del porto, alla disciplina del capo del circondario marittimo di Porto Santo Stefano, in ragione delle preminenti esigenze di sicurezza delle infrastrutture portuali. Infrastrutture che tra molte altre cose sono utilizzate anche per l'attracco delle navi traghetto dirette o provenienti dall'isola del Giglio e dall'isola di Giannutri. R.W.

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